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venerdì, 27 Maggio 2022

“Mattina” di Ungaretti compie 103 anni

Il celebre componimento intitolato Mattina di Giuseppe Ungaretti compie oggi 103 anni.

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Sono passati più di 100 anni dall’esordio della poesia Mattina. Il componimento è considerato l’apice della poetica ungarettiana dell’Allegria.

Il titolo originale del passo, Cielo e mare, indicava il paesaggio dell’opera. Con la seconda intestazione, invece, l’autore ha voluto dare rilievo alla metafora visiva, che spalanca dinanzi ai nostri occhi una distesa di luminosa gioia.

Il tema principale dell’elaborato è l’alba, l’evocativa immagine della vita che sorge dopo le tenebre notturne, l’intensa luce che ridà speranza dopo il buio.

Il testo originario del brano comprendeva i seguenti versi: M’illumino / d’immenso / con un breve / moto / di sguardo e fu scritto il 26 gennaio 1917.

Il riduzionismo, la tendenza a racchiudere in poche parole un mondo intero sono i leitmotif dell’arte di Giuseppe Ungaretti: la quale raggiunge, con questa poesia, la sua massima espressione.

La magia del frammento poetico sta proprio nel riuscire a usare le parole giuste, atte a suggerire un momento suggestivo quale l’alba, che segna il ritorno alla quotidianità vissuta e pertanto, piena di emozioni profonde.

L’immenso rimanda all’idea di un’infinita distesa che ci “illumina”, ossia che restituisce il piacere vitale dello scorrere degli avvenimenti diurni che si alternano o conseguono, creando una concatenazione incredibile di attimi irripetibili e quindi unici.

Più precisamente, immenso è il desiderio dell’uomo: la notte raffigurerebbe, in questo senso, il dubbio che assilla l’uomo, la sua angoscia, la sua continua ricerca di una risposta che trova soddisfazione, solo durante il levarsi del Sole.

La composizione si fa quindi estrinsecazione dell’aspirazione umana all’immortalità, dono che non le appartiene ma che, al momento del mattino, sembra percepire per pochi secondi.

 

 

 

 

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