Massimo Troisi, sono trascorsi 25 anni dalla sua morte

Il quattro Giugno 1994 scomparve a Roma, Massimo Troisi, il comico fin da bambino soffriva di una malattia cardiovascolare, in seguito ad una febbre reumatica, a casa della sorella Annamaria, morì in seguito ad un arresto cardiaco. Le sue spoglie, oggi, si trovano nel cimitero della sua città natale,San Giorgio a Cremano, cittadina in provincia di Napoli.

Troisi_XXI SECOLO_Maria SAViano

Il comico era unico nel suo genere, infatti, il suo stile espressivo veniva messo in evidenza dalla sua straordinaria capacitàm mimica grazie alla quale, riusciva a far divertire facendo riflettere il proprio pubblico.

La comicità di Massimo Troisi era anche fatta di una leggera malinconia, che esprimeva attraverso l’autoironia la società di quel tempo.
Giovanissimo cominciò a comporre poesie e a recitare al teatro, e in questo periodo, vinse un premio locale di poesia
motivato dal suo apprezzamento per uno dei più grandi scrittori del tempo, Pier Paolo Pasolini.
A soli quindici anni esordì insieme al suo amico di infanzia Lello Arena, in uno spettacolo teatrale nella parrocchia del suo quartiere.

Troisi inizialmente era molto timido, infatti, credeva di non essere portato per l’attività teatrale, ma i consensi del pubblico
gli fecero cambiare idea ben presto, e così cominciò a sentirsi a proprio agio sul palco del teatro, portando in
scena quelle che erano le sue composizioni. Gli inizi degli anni ottanta segnarono il suo esordio sul grande schermo,
con il debutto del film Ricomincio da tre nel quale recitò con l’attrice Anna Pavignano, che in seguito divenne la sua compagna.

Nell’ ottantadue diresse la regia del proprio film “Morto Troisi, viva Troisi” in questa pellicola il comico inscenava
la sua morte prematura, il film è una sorta di documentario che ripercorre la carriera dell’artista.
Sempre nello stesso anno partecipò al film ” No grazie, il caffè mi rende nervoso” al fianco di Lello Arena.
L’anno seguente firmò la seconda pellicola “Scusate il ritardo”, tema principale del film l’amore e il rapporto difficile tra un uomo e una donna.

Nell’ottantaquattro con regia di Benigni uscì ” Non ci resta che Piangere” l’accoppiata Troisi-Benigni funzionò bene tanto
da essere accostata al duo comico Totò e Peppino.

Nell’ottantasette torna di nuovo nel ruolo di regista con il film “Le vie del Signore sono finite” , il film vinse il nastro d’argento alla migliore
sceneggiatura. Nel novantuno tornò protagonista con ” Pensavo fosse amore invece era un calesse”, sempre nel ruolo di regista.

Il suo ultimo lavoro cinematografico è ” Il postino” , il film ambientato nel 1951 quando il poeta Neruda visse in esilio in Italia.
Troisi ammise di amare quel progetto e di ritenerlo parte stessa della sua vita, poche ore dopo
la fine delle riprese, nel sonno, morì. Il Postino fu poi candidato a cinque premi oscar, di cui uno come miglior attore
che ricevette postumo.

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