Marittima, degna sepoltura concessa a Baronissi

Marittima, la giovane migrante che dal 2016 si trova in una cella frigorifera dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, trova degna sepoltura nella città di Baronissi.

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Baronissi

La città di Baronissi apre le porte alla profuga deceduta nel 2016, giovanissima e senza identità. Marittima, che dal 2016 si trova in una cella frigorifera dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, trova l’approvazione del sindaco Gianfranco Valiante che si dichiara pronto ad ospitarla nel cimitero di Baronissi.

“Dare un nome agli invisibili è un’opera di pace e di civiltà. Baronissi è pronta ad accogliere la salma di Marittima per cancellare la disumanità a questo corpo, senza nome, custodito con un numero in una cella di ospedale. Nel rispetto della diversa cultura religiosa, Baronissi è pronta a garantire una degna sepoltura, così com’è doveroso. Auspichiamo il superamento di ogni intoppo burocratico per porre fine ad una vicenda paradossale” afferma il sindaco Gianfranco Valiante  

Egli ha contattato, come da egli stesso affermato in una nota resa pubblica, don Marco Russo, direttore della Caritas Diocesana che si è fatto carico della vicenda in prima persona, don Marco ha deciso di appellarsi alla coscienza dei giusti perché Marittima, nome datole in seguito allo sbarco per indicarne la provenienza dal mare, dopo ventuno mesi possa tornar ad essere un essere umano con dignità.

Don Marco ha utilizzato  tutti i mezzi disponibili, appelli scritti tramite lettere, i social, i mezzi stampa, per cerca di dare una patria a questa donna, morta annegata tra le onde del Mediterraneo nell’ottobre del 2016, approdata a Salerno, dove le sue spoglie sono state da allora trasferite all’interno di una “cella fredda…in un bianco e anonimo obitorio”, auspicando ad una degna sepoltura “per dare un senso a un suo passaggio su questa terra” come affermato dallo stesso don Marco nei suoi numerosi appelli. Ma adesso la sua richiesta è stata esaudita e soddisfatta, adesso c’è Baronissi che apre le braccia a questa giovane donna dilaniata dalla propria stessa vita.

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