I magliari: storie antiche

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I magliari di Francesco Rosi con Alberto Sordi e Renato Salvatori

La grave vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso l’Italia e soprattutto Napoli, riguardante tre suoi cittadini scomparsi nel nulla in Messico, tre mesi fa circa, e purtroppo non ancora ritrovati, ha portato al centro dell’attenzione una figura, che ha caratterizzato l’universo dei venditori ambulanti, in giro per la nazione e nel resto dell’Europa: Il Magliaro.

Il termine coniato nel capoluogo campano, probabilmente intorno al dopoguerra, che ispirò  un famosissimo film di Francesco Rosi, del 1959, con attori del calibro di Alberto  Sordi e Renato Salvatori, stava ad indicare colui che vendeva indumenti o più genericamente tessuti vari e anche biancheria. Quasi subito il termine acquisisce un’accezione dispregiativa, di certo dovuta ai comportamenti ambigui di figuri, che provavano in tutti i modi a vendere merce dallo scarso valore, che si cercava di far passare per pregiata e talvolta commettevano azioni che niente avevano a che vedere con la semplice transazione commerciale.

Ecco che negli anni sessanta- settanta e fino ai nostri giorni il “magliaro” proveniente anche da varie città italiane e non solo dal sud e non solo dalla Campania, colonizza tutta l’Europa, con la merce più variegata e fantasiosa, che anno dopo anno viene confermata o sostituita con altri articoli a seconda di come sono andate le vendite precedentemente. Giacche di pelle, orologi, oro e tutto quello che può attrarre un sedicente furbone o più naturalmente un ingenuo, sono gli articoli che permettono a questi singolari personaggi di guadagnare in tre, quattro mesi, quanto meno, l’equivalente di un anno di lavoro di un onesto impiegato, e che ovviamente non è affatto male. Se tutto andasse bene però; si, perché c’è un rovescio della medaglia, legato alla saturazione del mercato, in alcune nazioni abbastanza “tranquille” tipo Germania, Francia, Inghilterra, nelle quali si può rischiare tuttalpiù “un po’ di carcere”, ma dove gli affari cominciano a scarseggiare. C’è la costrizione quindi di un cambio di itinerari, che portano in nazioni nelle quali lo stato di diritto è molto meno garantista e dove i rischi legati ad una clientela meno accomodante in caso di affari poco vantaggiosi o addirittura fraudolenti, possono diventare molto, ma molto alti. Ecco allora come le nuove mete “lavorative” tipo Marocco, Tunisia, Turchia, Brasile, Colombia, Messico e i poco battuti  paesi dell’est europeo, possono trasformarsi in vere e proprie trappole mortali per la nuova figura del magliaro, che prova a cercare in giro per il mondo nuovi sbocchi commerciali adatti alle sue esigenze, ma che si espone a volte irrimediabilmente a passi falsi che possono risultare fatali.

M.C.

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