Dorian fa paura, America col fiato sospeso

Domenica farà la sua apparizione sulle coste meridionali della Florida l’uragano Dorian, temuto per la sua predetta potenza che sembra minacciare la vita di 21 milioni di persone.

Si tratta, secondo i dati del National Hurricane Center, di “un uragano di categoria 4 estremamente pericoloso” caratterizzato da venti che potrebbero arrivare a toccare i 215 K/h. 
 
L’intensità del fenomeno metereologico è passato dal grado 1 alla categoria 4, descritta come “estremamente pericolosa”, nell’arco di 24 ore.
 
La traiettoria dovrebbe investire il Kennedy Space Center della Nasa, nella contea di Brevard, Mar a Lago, la Casa Bianca invernale ed il parco divertimenti della Disney, a Orlando.
 
L’evento catastrofico dovrebbe verificarsi tra lunedì notte martedì mattina.
Trump aveva annunciato l’allerta già giovedì, cancellando di conseguenza anche il suo viaggio in Polonia in occasione delle commemorazioni della Seconda Guerra mondiale, sostituito dal vice presidente Mike Pence.
 
Venerdì ha riconosciuto lo stato di emergenza in tutte le 67 contee della Florida, richiesta sottopostagli dallo stesso governatore del Paese, Ron DeSantis.
 
Dichiarato lo stato di emergenza anche in Georgia e Porto Rico.
 
La gestione della situazione è nelle mani del presidente Trump che si occuperà di monitorarla dalla sua residenza a Camp David, spalleggiato dagli agenti della Fema (Federal Emergency Management Agency), la protezione civile americana.
 
Mobilitate 2.000 unità della guardia nazionale, cui se ne aggiungeranno in egual numero nella giornata odierna.
 
Le evacuazioni sono già iniziate alle Bahamas, dal momento che ne è stata prevista l’inondazione a causa delle piogge alluvionali che riverseranno tra i 3 e i 4,5 metri d’acqua.
 
Le zone più esposte saranno naturalmente quelle costiere, dove si teme anche per l’onda di marea, l’innalzamento cioè della marea che rischia di schiantare sulla riva onde equiparabili per potenza a quelle di uno tsunami.
 
L’aeroporto di Freeport, alle Bahamas, sarà chiuso da oggi fino al 3 settembre, mentre lo scalo di Orlando resterà inaccessibile fino a martedì.
 
Si preparano a chiudere le due centrali nucleari presenti nello Stato della Florida, cessando la propria attività, nel caso dovessero rimanere sulla traiettoria di Dorian.
 
In Florida invece le evacuazioni avranno luogo a partire da domenica, dato che il ciclone dovrebbe colpire lo Stato successivamente all’impatto con le Bahamas, spostandosi in direzione nord-ovest.
 
Scene apocalittiche quelle di questi giorni, in cui gli americani svuotano supermercati e stazioni di servizio per avere provviste bastevoli per una settimana, sotto consiglio di DeSantis.
 
Ci si prepara al peggio e ai danni incombenti cui si dovrà riparare, stimati attorno ai 20 milioni di dollari.
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Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

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