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domenica, 23 Gennaio 2022

Luminarie a rischio: poche le risorse da investire

Allarme di De Magistris “Non ci sono soldi, le luminarie di natale per la città sono a rischio”.

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Allarme di De Magistris “Non ci sono soldi, le luminarie di natale per la città sono a rischio”.

Mentre Salerno si appresta a dare il via alla 12ᵃ edizione delle famose “Luci d’artista” per la città di Napoli si prospetta un Natale un po’ più buio. Infatti, il sindaco Luigi de Magistris in un’intervista ad una radio locale avrebbe affermato che a causa di vincoli finanziari, il consiglio comunale ha deliberato che bisogna limitarsi alle spese obbligatorie. La critica del sindaco è rivolta al Governo e alle limitazioni imposte da Roma che visti i conti in rosso del comune, e le ultime problematiche che sono più urgenti da risolvere, ha limitato il budget per illuminare la città per il Natale definite spese “superflue”.

I problemi più gravi sarebbero la delicata questione che coinvolge l’Anm, il trasporto locale e la refezione scolastica -che finalmente dopo più di due mesi dall’inizio delle scuole sembra pronta per partire. Dopo il recente aumento della Cosap -l’imposta per l’occupazione del suolo pubblico- De Magistris sa che non potrà chiedere aiuto agli artisti di San Gregorio Armeno, ma invita i suoi cittadini a seguire l’esempio di alcuni commercianti di Soccavo. Proprio i suddetti commercianti con l’aiuto dell’associazione Naasce -(Nuova associazione artigiani e commercianti Epomeo) hanno infatti deciso di autotassarsi per avere le luminarie, portando al comune un introito di quasi 36mila euro. Questi soldi saranno utilizzati per porre le luminarie natalizie per tutta via Epomeo ed alcune strade limitrofe che saranno inaugurate il 24 novembre.

Ma questo non è l’unico problema del primo cittadino. Infatti, i cittadini del quartiere di Ponticelli non solo si lamentano per le mancate luminarie natalizie ma anche per i mancati interventi di manutenzione sugli impianti di luce pubblica, rete fognaria e rete idrica. Proprio i residenti di questi rioni popolari si sono definiti cittadini di “Quartieri di Serie B”.

 

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