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martedì, 9 Agosto 2022

L’ucraina è morta?

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Giuseppe Musella
Collaboratore XXI Secolo.

Per settimane siamo stai bombardati dai media nazionali e internazionali, in cui la notizia principale era la difficile situazione in Ucraina, dove si vivevano attimi di terrore e la rivolta stava cambiando la situazione pacifica, o forse narcotizzata, della nazione. Ora, come la moda insegna, l’Ucraina è OUT adesso, è IN  il nuovo taglio di capelli della ‘Rodriguez’ nazionale.
Ma l’Ucraina non è morta ma essa vive e convive con la situazione precaria e disastrosa che solo la guerra porta.
“Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori” questa frase, diventa inno per la creatività e per la difficoltà creativa (per poi essere commercializzata e strumentalizzata dai radical chic di mezza Italia, c’è chi la sfoggia orgoglio sull’avambraccio sinistro e chi fa sproloqui di tipo filosofico/metafisico); la citazione di De Andrè in questo caso non potrebbe essere più che calzante. Essa esprime chiaramente cos’è successo a due Designer ucraine:
Ecco, sono loro il motivo per cui l’Ucraina non è morta, sono loro che insieme a tutto il popolo gridano al riscatto, alla passione, alla vera pace. Anna October e Julie Paskal entrambe esprimono la determinazione, l’intelligenza, il coraggio e la finezza che la creatività possa diventare un’arma di sopportazione per la difficile quotidianità del loro paese.
“Quello che sta succedendo in Ucraina mi ha fatto considerare sotto una luce diversa la rilevanza di ciò che faccio e ha reso il processo creativo del mio lavoro più forte e consapevole” Dichiara Anna October, che proviene dagli studi d’arte di Odessa e il suo design si contraddistingue per le linee femminili che i suoi capi assumono, passando per una forma dal design preciso ed elegante. L’ispirazione le deriva dall’estetica industriale della sua città natale, Zaporizzja, alle suggestioni sentimentali della pittoresca Odessa.
Mentre lo stile di Julie Paskal è fortemente correlato ai suoi studi di Architettura e i suoi outfit assumono forme geometriche, di ispirazione architettoniche fino a convivere con le dure linee moderne. Tagli al laser, colori primari, forme pulite e, sotto queste scelte si individua la creatività di questa giovane desgin, che sottolinea l’enorme impatto morale ed emotivo della rivoluzione.
“La gente non si è nascosta in casa, ma si è unita in un movimento di coscienza nazionale, nella speranza di un cambiamento. La guerra è spaventosa ma bisogna continuare a reagire con quanta più forza possibile e incanalare questo slancio collettivo nel proprio lavoro. In una situazione di enorme pressione, la creatività diventa uno strumento imbattibile di vitalità e una risorsa di potente energia”
Due stili diversi una missione in comune, mostrare che la creatività è un faro di speranza e ottimismo in un futuro dove la pace sia una costanza.

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