“Loro” di Sorrentino. Un film dalle mille facce

Il backstage di un uomo potente, ma solo, che ha pagato un prezzo altissimo, come contralto all'immenso potere raggiunto, chr cerca di riconquistare la sua vita privata, una moglie stanca ed ormai disinteressata, anch'essa risucchiata dal vortice del potere e del danaro.

Sorrentino Paolo Film
Sorrentino Paolo Di Loro

È uscito da pochi giorni nelle sale “Loro” opera ultima di Paolo Sorrentino, una pellicola molto attesa, che ha suscitato una feroce polemica, da parte della critica, che non ha risparmiato commenti negativi.

Bisogna ammettere che fare un film su Silvio Berlusconi, che è stato per un ventennio se non di più, protagonista indiscusso della politica e finanza italiana, è sicuramente coraggioso ancorché pericoloso. In primo luogo perché l’astro del protagonista non brilla più come prima, ormai affossato dalle vicende giudiziarie, che lo hanno coinvolto, giustamente ed ingiustamente, esponendolo alla gogna mediatica, in secondo luogo, ma la seconda motivazione è legata alla precedente, perché  personaggio scomodo, antipatico a molti, sopra le righe, che applicando il diktat di machiavelliana,memoria, “il fine giustifica i mezzi”, ha scalato le vette più alte dell’imprenditoria e della politica, dimostrando di avere, nel bene e nel male, doti non comuni.

Ora che i riflettori non sono più puntati su di lui, Sorrentino rievoca questo personaggio e con lui un pezzo di storia italiana. Il Cavaliere, interpretato splendidamente  da Tony Servillo, legnoso ed imperscrutabile, quasi pantomima di se stesso, appare poco nel film, essendo gli eventi raccontati  da una prospettiva diversa, ovvero da quella di un faccendiere, rappresentato da un Riccardo Scamarcio in grande forma, che tentando di farsi largo per entrare nelle grazie di Berlusconi, organizza feste con splendide e disinibite ragazze, in una villa vicino alla residenza estiva del Cavaliere in Sardegna, cercando così di conquistarne  la fiducia.

Ma, se si guarda con attenzione il film, andando oltre il tripudio di nudità, si colgono altre  sfaccettature. Il backstage di un uomo potente, ma solo, che ha pagato un prezzo altissimo, come  contralto all’immenso potere raggiunto, che cerca di riconquistare la sua vita privata, una moglie stanca ed ormai disinteressata, anch’essa risucchiata dal vortice del potere e del danaro. Il titolo “Loro” ha una doppia valenza: “Loro“, volendo intendersi i ricchi e potenti, l’altra metà del cielo, quello che i comuni mortali possono solo immaginare e “l’Oro“, inteso come aureo, ovvero la sconfinata ricchezza e le sue inevitabili conseguenze.

In ogni caso, il regista, piaccia o meno il film, per il soggetto narrato, si è cimentato su un terreno scivoloso, dando comunque ancora una volta, prova del suo talento.

Attendiamo quindi  il 10 maggio, l’atteso seguito della storia,  narrato nel secondo film “Loro 2“.

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