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Lo spot “protesta” dei medici napoletani

Elmetto e giubbotto antiproiettile: la protesta dei medici napoletani, lo spot per sensibilizzare le istituzioni.

Sempre più spesso si sente parlare di aggressioni a medici da parte di parenti o pazienti stessi e nonostante gli appelli, la situazione è ferma.

“Ricevere insulti per un’attesa troppo lunga o massacrati di botte se qualcosa non piace o se non si riesce sempre e comunque ad evitare un decesso. Nessuno di noi ha studiato anni e sacrificato la propria vita familiare per questo. Molti restano, spinti dalla passione, ma sono sempre di più quelli che scelgono di andare via”, ha dichiarato Bruno Zuccarelli, segretario regionale del sindacato dei medici dirigenti.

È ancora sotto shock la geriatra aggredita verbalmente e fisicamente a Lago Patria, nel Comune di Giugliano, nel Napoletano, ferita dalla figlia di una paziente.

La sua “colpa”? Quella di aver citofonato insistentemente presso l’abitazione della signora. Alla dottoressa, che è riuscita a riprendere quanto è accaduto con il suo cellulare, sette giorni di prognosi, ma secondo le leggi in vigore ne servono almeno venti per poter procedere d’ufficio.

Dalla guardia medica agli ambulatori, dagli ospedali agli studi dei medici di base, purtroppo violenze e minacce sono all’ordine del giorno. È per questo che alcuni professionisti hanno diffuso uno spot nel quale indossano giubbotti antiproiettile ed elmetto, per raccontare la loro disperazione. “Vado a lavoro ma intanto mi prendo cura anche di me”, questo è lo slogan.

Un messaggio importante che sottolinea una situazione fuori controllo, che necessita di soluzioni immediate per garantire l’incolumità dei medici affinché possano svolgere il proprio lavoro senza rischi.

Lo spot è un’iniziativa forte e provocatoria, i medici protagonisti, dopo aver vestito il camice “d’ordinanza”, indossano anche giubbotto antiproiettile ed elmetto militare; la campagna di sensibilizzazione ha l’obiettivo di evitare altre aggressioni a carico dei sanitari. Una vera e propria deriva, inaccettabile, che deve essere arginata prima che accadano nuovi e ancor più gravi episodi.

Dopo l’aggressione dello scorso 20 ottobre e lo spot di cui sono protagonisti i medici stessi, si attende e si spera in una risposta concreta da parte delle istituzioni. 

 

Immagine in evidenza: ANSA