14.7 C
Napoli
mercoledì, 7 Dicembre 2022

L’invasione dei dischetti di plastica

Migliaia di dischetti di plastica trovati sulle spiagge del litorale tirrenico, dalla Toscana fino alle coste campane passando per le isole di Ischia e Capri.

Da non perdere

 

Un alone di mistero avvolge decine di migliaia di dischetti di plastica che sono stati rinvenuti in diverse località marittime del litorale tirrenico.

La prima segnalazione è avvenuta per opera di abitanti del porto delle isole campane di Ischia e Capri. In ordine temporale sono stati realizzati successivi avvistamenti presso le spiagge di Baia Domizia, prima, e del basso Lazio, poi, fino alla testimonianza raccolta da alcuni pescatori di Marina di Grosseto in Maremma.

Questi oggetti di plastica di forma discoidale e forata hanno destato l’interesse dell’associazione per la pulizia dei mari Clean Sea Life (CSL), sovvenzionata dall’Unione Europea. Alcuni membri della CSL sono stati intervistati dai giornalisti delle località in cui sono stati fatti gli avvistamenti.

Una loro attivista, Eleonora De Sabata, ha spiegato come con ogni probabilità i coperchi di plastica provengano probabilmente da una nave-container che, una volta perso il carico, ha percorso la linea costiera dei luoghi in cui sono state registrate le segnalazioni.

Il suddetto materiale, secondo quanto sostiene De Sabata, sarebbe identificabile come filtri utilizzati per la depurazione dai liquami delle acque reflue, ossia quelle a uso potabile e inquinate in ambiente domestico e urbano.

Poiché pericolosi per la salute degli animali marini e inquinanti per l’ambiente, la plastica è stata rimossa per la maggiore dalle spiagge con la cooperazione tra abitanti del luogo e attivisti della CSL. Questi ultimi hanno inoltre seguito l’ipotetico percorso che avrebbe conseguito il cargo a bordo di gommoni e navi della Guardia Costiera.

Il risultato ottenuto avalla la tesi di Eleonora De Sabata: a pochi chilometri dalle coste colpite sono stati, infatti, ritrovati altri dischi di plastica.

L’attivista della CSL conferma sulla pagina Facebook dell’associazione il proprio impegno e quello degli altri membri nel voler risalire alla fonte di sversamento dei dischi di plastica collaborando, infatti, con diversi oceanografi.

 

 

image_pdfimage_print

Ultimi articoli