3.9 C
Napoli
lunedì, 6 Febbraio 2023

L’insufficienza renale cronica

Da non perdere

Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

L’insufficienza renale cronica è una patologia che affligge buona parte dei cani e gatti di età matura o anziana. Non è guaribile ma è possibile gestirla per prolungare la vita e migliorarne la qualità.

I reni sono organi dotati di molteplici funzioni tra le quali il mantenimento degli equilibri elettrolitici, la sintesi di sostanze promuoventi la produzione di globuli rossi, il mantenimento del rapporto calcio fosforo, il mantenimento della pressione sanguigna, il metabolismo di alcuni farmaci e l’eliminazione di sostanze tossiche. E’ evidente, pertanto, che un’alterazione della loro funzionalità comporta gravi ripercussioni sull’organismo.

Il danno renale, le cui cause sono molteplici ed in parte sconosciute (sostanze tossiche, neoplasie, infiammazioni persistenti, invecchiamento cellulare, fattori congeniti in alcune razze), ha una progressione generalmente lenta. I reni sono in grado di compensare efficacemente un’insufficienza fino a che questa non sia al di sotto del 25-30% della funzionalità fisiologica. Soltanto a questo punto alcuni parametri ematici iniziano a subire delle alterazioni (aumento dei valori azotemici e della creatinina) e la sintomatologia si manifesta più palesemente.

L’animale affetto da insufficienza renale presenta tipicamente sete intensa ed abbondante produzione di urina poco concentrata. Appare inoltre abbattuto, inappetente, disidratato e con pelo opaco. Le sostanze tossiche dell’organismo, tra cui le scorie azotate provenienti dalla dieta, restano nel circolo ematico provocando ulcere mucosali (tipicamente a livello buccale) e sintomatologia neurologica quando queste attraversano la barriera ematoencefalica raggiungendo il sistema nervoso. Il vomito frequente è una conseguenza di questo stato di tossicità metabolica.

XXIsecolo_CKD2cat
Cicli di fluidoterapia costituiscono una costante della gestione delle patologie renali

La conferma diagnostica si ottiene dagli esami di laboratorio. Nei valori del sangue si riscontrano aumento dell’azotemia, della creatininemia, anemia, alterazioni elettrolitiche e del rapporto calcio/fosforo. Gli esami delle urine mostrano proteinuria, alterazione del peso specifico e del rapporto tra proteinuria e creatininuria. Le analisi condotte su campioni di urine sono in grado di individuare precocemente, rispetto ai parametri ematici, problemi renali. E’ consigliabile a completamento del quadro diagnostico eseguire anche un esame ecografico.

La terapia è complessa e va modulata da caso a caso monitorando numerosi aspetti clinici ed analitici. Fondamentalmente in tutti i casi si tratta di cicli di fluidoterapia endovenosa e di adeguamento della dieta alla particolare condizione del paziente. Si somministrano inoltre integratori specifici, farmaci che agiscono sulla perfusione renale, chelanti del fosforo, gastroprotettori, eritropoietina.

La gestione del paziente nefropatico richiede quindi costanza e rispetto di tutte le indicazioni fornite dal medico veterinario, comprese le tempistiche dei controlli periodici, indispensabili ai fini delle necessarie modifiche da apportare alla terapia di mantenimento. Soltanto in questo modo sarà possibile migliorare la qualità di vita del proprio animale.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli