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giovedì, 6 Ottobre 2022

Liliana Resinovich, le dichiarazioni del fratello: “È stata uccisa”

Caso Liliana Resinovich, il fratello è convinto che sia stata assassinata: ieri pomeriggio invia una memoria alla Procura

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Anna Borriello
Scrivo per confrontarmi col mondo senza ipocrisie e per riflettere sul rapporto irriducibile che ci lega ad esso.

Tutti gli accertamenti biologici del caso di Liliana Resinovich sono iniziati dall’11 febbraio presso il Gabinetto regionale di Polizia scientifica per la Lombardia. Liliana è una donna di 63 anni scomparsa da Trieste il 14 dicembre. Il 5 gennaio il suo corpo senza vita è stato ritrovato in sacchi neri presso l’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, a un chilometro e mezzo dall’abitazione della donna.

L’ipotesi iniziale è stata quella di un litigio col marito e di un allontanamento volontario. Poi, sono iniziate le indagini fino alla scoperta del corpo senza vita di Liliana.

Ad oggi, la Procura ha ancora due piste davanti a sé: omicidio e suicidio. L’inchiesta, al contempo, continua ad essere contro ignoti per sequestro di persona. Ancora in corso gli accertamenti riguardo la data della morte, che potrebbe coincidere con la data della scomparsa, il 14 dicembre. A giorni dovrebbe esserci il responso sul materiale biologico.

Il sito TriesteParma, però, ha rivelato un’indiscrezione. Sergio Resinovich, fratello della donna ritrovata senza vita, avrebbe inviato alla Procura un documento che attesta che la sorella non si sia affatto tolta la vita, anzi. Secondo lui, Liliana sarebbe stata uccisa da qualcuno. I suoi sospetti sono nero su bianco sulla memoria inviata alla Procura.

Il registro degli indagati, per il momento, resta ancora senza nessun iscritto. Sulla vicenda la Procura mantiene ancora il massimo riserbo. Il documento del fratello inviato ieri tramite pec, però, non sarebbe il solo a considerare la morte di Liliana un omicidio. Questa memoria segue, infatti, quella di un amico della donna, Claudio Sterpin, che afferma esattamente la stessa cosa: Liliana è stata uccisa.

Sul cadavere della donna non appare alcun segno di violenza, né tagli né segni di proiettile. I rilevamenti biologici saranno effettuati su indumenti intimi, su un guanto nero in tessuto elastico, un cordino e una una mascherina chirurgica. 

La testimonianza dei vicini di Liliana: il marito non sembrava affatto preoccupato

I vicini hanno rilasciato testimonianze sul giorno della scomparsa a molti organi di stampa diversi. Ogni volta descrivono il marito di Liliana come poco preoccupato, il giorno della scomparsa. Sarebbero stati i vicini, per primi, a chiamare l’ospedale alla ricerca di Liliana: “Ho riconosciuto sul cellulare di Liliana delle chiamate perse da parte di un numero, non salvato, che apparteneva a Sterpin e quando ho chiesto al marito di richiamare quel numero, lui non ha voluto. Ma in quell’occasione, se tua moglie è scomparsa… lui voleva aspettare, non voleva allertare nessuno“.

 

 

 

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