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sabato, 2 Luglio 2022

Liliana Resinovich: emergono nuovi particolari importanti

Si va avanti naturalmente con le indagini, ora con una svolta notevole, data dai cellulari, finora sottovalutati.

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Dal caso di Liliana Resinovich emergono dei dettagli importanti che mettono l’accento ancora una volta su quanto affermato da sempre dal fratello della donna. Liliana non si è suicidata, era innamorata, non voleva morire e addirittura stava cercando una casa per l’ex marito.

Il caso di Liliana Resinovich è ancora sospeso tra mezze verità e tasselli da far combaciare. Emergono novità importanti sottolineate da Federica Sciarelli durante la puntata di Chi l’ha visto.

Tra i più importanti: la presenza di un numero bloccato sul cellulare di Liliana Resinovich, quello del marito della donna.

I cellulari di Liliana per otto giorni dopo la sua scomparsa sono rimasti a casa, per cinque mesi non sono stati analizzati fino a giovedì scorso quando il perito informatico ha estratto dati e informazioni sulla vita dirla donna.

Tra le ricerche effettuate dalla donna, i più evidenti sono relativi al divorzio. Ecco cosa cercava la donna tra agosto scorso e novembre, secondo quanto si apprende dalla cronologia dei cellulari.

Un dato che fa impallidire e che ha bisogno di essere attentamente valutato.

Ma se Liliana voleva divorziare e inviava messaggi d’amore a Claudio, allora perché Sebastiano (il marito) ha sempre voluto far credere l’esatto contrario? E soprattutto perché il suo numero era bloccato sul cellulare della moglie?

Sono più di 1100 le chiamate tra Liliana e Claudio Sterpin, come appare anche evidente dalle chat che l’uomo ha ancora sul proprio cellulare. Messaggi che sono andati avanti fino al 13 dicembre. Un progetto di vita insieme, probabilmente.
Non emerge nessun dato che faccia emergere un disagio di Liliana che avrebbe potuto pensare ad un ipotetico suicidio.

Ecco perché le numerose chiamate del marito, il cui numero era stato inserito nella cosiddetta lista nera dell’iPhone di Liliana e i dati emersi dal contapassi, sono elementi di fondamentale importanza.

I cellulari di Liliana erano nel salotto di casa, anche se la mattina della scomparsa la donna chiama Claudio per avvisarlo di un piccolo ritardo. La chiamata risulta dai tabulati e dura una manciata di secondi. Ma alle 8.36 l’iPhone di Liliana registra undici passi e quindi il cellulare o viene spostato o la donna esce di casa, come ipotizzano gli inquirenti.  Questa ipotesi però contrasta con un altro tassello ancora non confermato e sul quale i legali della famiglia Resinovich puntano, Liliana è stata vista dalle telecamere della chiesa, il problema è che quei fotogrammi non sono stati visionati da nessun familiare.

I frammenti delle telecamere che il giorno della scomparsa avrebbero inquadrato Liliana, sono importanti, ma i familiari non li hanno mai visionati. Nemmeno Sebastiano, marito della donna li ha mai visti.

Si va avanti naturalmente con le indagini, ora con una svolta notevole, data dai cellulari, finora sottovalutati.
L’indagine sul caso di Liliana Resinovich continua senza alcun accusato, per ora, ma emergono particolari che forse possono dare una svolta al caso.

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