Llorente, pieno di lodi.

Questo Napoli è bello come una tavola imbandita, riccamente, proprio come l’anno passato. Spesso le tavole piene di libagioni possono essere oltraggiate dalla mancanza di appetito dei conviviali ed era quello che accadeva l’anno scorso con il ricco numero di palle gol che la squadra creava, non adeguatamente sfruttate dai giocatori partenopei, sempre carenti della giusta fame sotto porta. Ecco, Llorente ha finalmente risolto questo annoso problema che impediva alla formazione di Ancelotti di sfruttare pienamente l’alto numero di occasioni confezionate. Non è cosa da poco avere un coccodrillo bulimico che si aggira nelle aree di rigore avversarie in cerca di palle gol su cui avventarsi, insaccare e non solo; questo giocatore privo del sacrosanto prurito di voler dimostrare il suo valore a tutti i costi -Fernando ha una carriera di successo che parla da sola- gioca con semplicità, mettendosi sempre a disposizione dei suoi compagni e la sua sola presenza al centro dell’attacco, vedi il match contro il Liverpool, serve a liberare spazi per i suoi “colleghi” di reparto. Un inizio migliore nemmeno lui lo aveva previsto e a gongolare, come sempre in questi casi, è il presidente De Laurentiis che si è fidato ciecamente del suo direttore sportivo Giuntoli a cui va patrocinata l’idea, avallata dal tecnico, di ingaggiare il calciatore basco. Ovviamente c’è da essere molto soddisfatti dal suo rendimento e in modo naturale sono iniziate  le odi a quello che è definito il capolavoro del mercato azzurro. Pellegatti, ad esempio, paragona l’ex Tottenham a Bobo Vieri, ma quello della sua parentesi milanista (era un complimento?) mentre mister Franco Colomba plaude ai dirigenti napoletani, bravi a ingaggiarlo, “era difficile trovarlo” e all’allenatore, ” Carlo ci ha messo il becco ed ha avuto ragione”. Il telecronista di Dazn, Stefano Borghi dice, ” Llorente, impatto stratosferico, si è fatto trovare pronto nonostante fosse fermo da alcuni mesi”, Stefano Salandin di Tuttosport lo ritiene un leader silenzioso con esperienza internazionale da vendere. Ancora, Gianluca Di Marzio di Sky lo giudica “perfetto per non perdere Milik” preconizzandogli un futuro da chioccia polacca, “Arek, con l’arrivo di Icardi sarebbe andato via, in prestito” ha concluso il giornalista e poi Calaiò, Agostini, Bruno Longhi, e molti altri, tutti sintonizzati sulle qualità del numero nove; persino l’Uefa, in un tweet ufficiale, fa le pulci al suo rendimento di tre gol e un assist in tre partite. Tutti contenti quindi, anche se sarà il resto della stagione a dirci del rendimento definitivo dello spagnolo , ma se chi ben comincia è a metà dell’opera, allora non ci resta che fregarci le mani e viverla con fiducia.

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