Lettere moderne? Ma davvero?

E' incredibile quanto questa facoltà venga sottovalutata dalla maggior parte dei giovani studenti ,  e come a volte il loro giudizio possa condizionarci, frenarci, scaturire in noi stessi il dubbio. Alla fine, però, a salvarci da tale scetticismo saranno la nostra passione e tenacia.

Università.

La facoltà di lettere moderne è l’emblema del paradosso. O viene sottovalutata perché considerata semplice o indolore e quindi attirando a sé folle di studenti senza il minimo interesse per essa, o viene scartata perché ritenuta il declino di ogni più grande ambizione.

Spesso e volentieri la facoltà di lettere moderne viene vista come un agiato parcheggio, privo di orario di scadenza e al quale ci si possa tranquillamente accostare, ma dove difficilmente si finisce per sostare a lungo termine, infatti, molti giovani dopo qualche semestre o qualche anno finiscono per abbandonarla, una volta preso atto della difficoltà delle materie umanistiche. Questo è, purtroppo, il famoso stereotipo che etichetta tristemente tale ambito.

C’è chi si fa condizionare da tali dicerie e chi invece lascia prevalere la propria passione e tenacia, non curandosene. La verità è che lettere resta pur sempre quella strada che tutti vorrebbero percorrere, ma pochi hanno l’ardire di imboccare, poiché emerge inevitabile dentro di noi quella vocina insistente e fastidiosa che ci chiede: Ma dopo? Gli sbocchi? L’occupazione? Domande ricorrenti su cui bisogna soffermarsi a riflettere.

Molte volte sono gli stessi studenti della facoltà a porsi tali quesiti , poiché inutile negarlo i momenti di incertezza accompagnano l’uomo continuamente e il futuro spaventa tutti, sia chi affronta studi in campo umanistico che scientifico.

L’amore per le lettere è qualcosa per alcuni incomprensibile, ma che ha davvero una potenza unica ed è questa potenza che può aiutare a mettere in secondo piano  la terribile incognita riguardo l’avvenire. Non è sempre un vocazione come si suole dire, molte volte si ama lettere studiandola, scoprendola fino in fondo.

Seguire le passioni può essere rischioso, è vero, ma non farlo può essere una violenza contro se stessi. E non solo, si evita anche il rischio di potersi pentire delle proprie scelte nel corso degli anni, come succede al 14% degli studenti, già dopo il primo anno di corsi.

Noi dobbiamo forse alle passioni le migliori conquiste della mente….”

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