Le stelle cadenti della notte di San Lorenzo

Le stelle cadenti sono da sempre uno degli spettacoli celestiali più belli e affascinanti, motivo per cui sono in molti, che nella notte di San Lorenzo, si apprestano a puntare gli occhi al cielo per poterne vedere quante più possibili.

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Stella Cadente

Manca solo un giorno alla notte di San Lorenzo, che con le sue stelle cadenti tiene con il naso all’insù tantissime persone.

Le bellissime Perseidi, è così chiamato lo sciame meteorico visibile in determinate circostanze durante il mese di agosto, non è altro che una pioggia meteorica, particelle originatesi dalle passate orbite della cometa Swift-Tuttle.

L’ultimo passaggio di questa cometa è avvenuto nel 1992, e il prossimo ci sarà solo nel 2126.

Il nome Perseidi è utilizzato nella mitologia greca in riferimento ai figli di Perseo e non solo, il nome deriva, anche, dal fatto che il punto di origine dal quale sembrassero  arrivare queste scie fosse collocato nella costellazione di Perseo.

In epoca romana, questo sciame di meteoriti era considerato una pioggia propiziatoria con cui il dio Inuo-Priapo fecondava i campi.

Tradizionalmente, nel nostro paese, il fenomeno delle stelle, è  associato al culto cristiano che celebra il ricordo del martirio di San Lorenzo e che le  ha rese note con il nome di “Lacrime di San Lorenzo“.

Questo fenomeno, teneva molti con il fiato sospeso già in epoche remote.

Il passaggio meteorico delle Perseidi, che può essere osservato nella notte tra il 10 e l’11 agosto, anche se il picco maggiore si avrà tra il 12 e il 13 agosto, grazie all’assenza della Luna sarà ancora più visibile ad occhio nudo.

Paolo Volpini della Uai ( Unione Astrofili Italiani ) ci spiega: ” Da quando lo sciame è stato studiato per la prima volta, come sciame ricorrente, il picco è slittato nel tempo, passando al 12-13 agosto.

Inoltre, per poter osservare con più visibilità il passaggio delle stelle, ci consiglia di recarci in spazi aperti e poco illuminati e di aspettare le ore centrali della notte.

E la Terra sentii nell’Universo. Sentii fremendo ch’è del cielo anch’ella, e mi vidi quaggiù piccolo e sperso,errare, tra le stelle, in una stella.” – G. Pascoli

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