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Le spezie dell’estate in cucina: come usarle

Scopri le spezie dell’estate, quando raccoglierle e come usarle in cucina. Dalla lavanda al pepe di Timut, ecco le varietà più particolari.

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Le spezie dell’estate non servono solo a insaporire i piatti, ma aiutano a creare equilibrio tra profumi, freschezza e consistenze. Molti chef consigliano di utilizzare le erbe aromatiche come un ingrediente vero e proprio e non come una semplice decorazione finale.

Basilico: mai cuocerlo troppo

Gli chef suggeriscono di aggiungere spezie ad ogni piatto, come il basilico fresco, ma solo a fine preparazione oppure direttamente nel piatto. Il calore prolungato disperde gran parte degli oli essenziali che gli conferiscono il caratteristico profumo. Per un pesto perfetto è preferibile lavorare le foglie a freddo, evitando di surriscaldarle durante la frullatura. Si abbina anche a fragole, pesche, albicocche e cocktail analcolici a base di cetriolo e lime, oltre ai classici pomodori e mozzarella. 

Spezie: Origano e timo, il calore ne esalta il profumo

A differenza del basilico, origano e timo sprigionano il meglio durante la cottura. Sono perfetti per marinature, verdure al forno, carni bianche e pesce alla griglia. Un piccolo trucco consiste nello strofinare l’origano essiccato tra le dita prima di aggiungerlo: il gesto libera gli oli essenziali e intensifica l’aroma. 

Lavanda: l’ingrediente che sorprende nei dolci

La lavanda alimentare richiede equilibrio. Una quantità eccessiva rischia di coprire gli altri sapori, mentre poche infiorescenze bastano per aromatizzare biscotti, creme, gelati, miele e zucchero. Alcuni chef la utilizzano anche per profumare burro e formaggi freschi, creando interessanti contrasti con miele e frutta secca.

Curcuma fresca: il tocco finale

La curcuma fresca offre un gusto più delicato rispetto alla polvere. Gli chef la grattugiano direttamente su carpacci di pesce, tartare, insalate estive e verdure crude. In questo modo mantiene la sua nota agrumata e leggermente piccante senza perdere intensità.

Pepe di Timut e sommacco: due alleati della cucina contemporanea

Sempre più ristoranti utilizzano il pepe di Timut per esaltare crostacei, tonno, dessert al cioccolato fondente e sorbetti agli agrumi. Il suo aroma ricorda il pompelmo rosa e aggiunge una sorprendente nota fresca.

Il sommacco, invece, rappresenta una valida alternativa al limone. La sua naturale acidità valorizza insalate, pollo, verdure grigliate e pesce, rendendo i piatti più equilibrati senza aggiungere ulteriore succo di agrumi. 

Il segreto è il momento giusto

Uno dei consigli più condivisi dagli chef riguarda il momento dell’aggiunta. Le erbe aromatiche più delicate, come basilico e prezzemolo, vanno inserite a fine preparazione o direttamente nel piatto. Al contrario, timo, origano, rosmarino e lavanda possono cuocere insieme agli alimenti, rilasciando gradualmente i loro aromi. Questa semplice attenzione permette di ottenere piatti più profumati e di ridurre anche l’utilizzo di sale.