Le pubblicità ai tempi dell’emergenza Covid-19 Le pubblicità non sembrano aver risentito dell'arresto dovuto al Covid-19 e sentono la necessità di "piazzare" prodotti e servizi sul mercato.

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Le pubblicità non sembrano aver risentito dell’arresto forzato dovuto al Covid-19 che ha investito il mondo negli ultimi mesi. Anzi, sentono sempre più forte la necessità di “piazzare” prodotti e servizi sul mercato. Le aziende del settore pubblicitario, hanno però la responsabilità morale di tenere in considerazione la difficile situazione che molti dei loro clienti abituali al momento si trovano ad affrontare.

Obiettivo primario delle pubblicità è proprio quello di convincere i consumatori ad acquistare e dato il bilancio attuale della situazione, il settore non sembra vivere una fase felice. Alla tristezza generale, si uniscono particolari spot pubblicitari che sembrano essere sicuri che tutto andrà bene. Il messaggio che tutti vogliono far arrivare è quello relativo all’amore. Tutti, infatti, sembrano amarci.

Delle possibili ripercussioni, che potrebbero venire alla luce in mancanza d’ispirazione ci informa anche Forbes, una rivista statunitense che attraverso un articolo dal titolo: “Tutti gli spot Covid-19 sono identici”, pone la problematica dell’effetto fotocopia che la pandemia crea soprattutto nel settore della  pubblicità. L’idea dell’uguaglianza è molto diffusa e il rischio di cadere nella banalità o nella ripetizione di argomenti già trattati è enorme. Singolare, risulta essere anche il video edito dallo youTuber, Sam e riferito agli spot pubblicitari americani Covid-19 che usano le stesse espressioni come modalità di risposta alla pandemia. Frasi come “tempi come questi”, “casa”, “famiglia” e “qui per te” sembrano essere all’ordine del giorno e lo stesso accade per luoghi comuni come “siamo sempre stati lì per te”, “ce la faremo insieme” che hanno un grande impatto sulla popolazione.

Attraverso falsi sorrisi, balli casalinghi, riunioni a distanza si cerca di superare il momento ed eliminare la tristezza. Questo è sempre stato lo scopo delle pubblicità anche in tempi precedenti. La tristezza può solo distogliere i cittadini dalla quotidianità spingendoli a fare altre scelte, che vanno in disaccordo con la politica delle suddette aziende e che in questo modo perderebbero potenziali clienti. Non è solo la politica aziendale a porre l’attenzione sulla “gente”, intesa come qualcuno da guidare, ma anche gli esperti di comunicazione lo fanno. Il successo o eventualmente il loro insuccesso sarà determinato proprio dall’effetto che i loro spot avranno sui cittadini e dunque sui consumatori.

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Ambiziosa, testarda e determinata. Nata a Napoli e residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania e diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna. Sono fortemente convinta che fare il giornalista non sia una professione, bensì una vocazione!

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