Le cover di Lucio Battisti. Il fenomeno musicale Lucio Battisti non si è affatto spento con la sua scomparsa avvenuta nel 1998. Anzi per molti aspetti il suo mito si sta amplificando col moltiplicarsi delle tribute band che tra teatri (d’inverno) e arene all’aperto ( d’estate) sono ormai un fenomeno in continua crescita.
C’è perfino chi, come Gianmarco Carroccia, sfruttando una forte somiglianza sia fisica che vocale, fa concerti in giro per l’Italia, spesso affiancato da Mogol a fargli da padrino, con una scelta di hit tratte dal vastissimo repertorio di Battisti. Nel quale pescano anche molti concorrenti dei talent televisivi, e cosa ancora più sorprendente, perfino bambini che conoscono le sue canzoni grazie ai genitori o ai nonni.
Un fenomeno che non ha uguali. Lucio Battisti è di gran lunga il più citato rispetto ad altri musicisti di fama anch’essi scomparsi: da Rino Gaetano a Fabrizio D’Andrè, da Lucio Dalla a Franco Battiato e a Mango.
Lucio Battisti e le cover
Già agli esordi della carriera, non essendo convinto delle proprie doti canore, Lucio affidava i suoi pezzi ad altri interpreti: Equipe ’84, Formula 3, Dik Dik, Mina, Patty Pravo, Little Tony, solo per citarne alcuni. Ma quando iniziò a cantare le sue canzoni in prima persona, solo la grande Mina si azzardò ( e poteva permetterselo) a cantare cover dei suoi brani. Riunite poi nella raccolta “Mina canta Battisti”
Allo stesso tempo Lucio iniziò a registrare quelle che potremmo definire autocover. Ossia brani inizialmente ceduti ad altri e successivamente da lui reinterpretati: “ Nel cuore e nell’anima”, “ 29 Settembre “, “Vendo casa”, “ La spada nel cuore”, “ Eppur mi son scordato di te”.
Dopo la morte di Battisti tuttavia molti artisti hanno iniziato a interpretare i suoi brani. Non si tratta peraltro di semplici cover. Sono dei veri e propri tributi a colui che considerano il vero caposcuola della musica pop italiana. E verso il quale molti di loro non mancano nelle interviste di esprimere la loro riconoscenza per la decisiva ispirazione musicale che ne hanno tratto.
Va tuttavia sottolineato che la stragrande maggioranza delle cover riguarda il decennio Battisti-Mogol. Si contano sulla punta delle dita invece quelle del decennio Battisti-Panella e dei cinque cosiddetti album bianchi. Come è ampiamente noto, sono album difficili, sperimentali, per un pubblico di nicchia.
Con i quali Battisti fece un salto in avanti di decenni spiazzando i suoi fan. Brani che forse solo oggi, ascoltati, possono essere apprezzati come meritano, assieme ai testi surreali del poeta Pasquale Panella. Che aveva il dichiarato intento di strappare Lucio al cliché stereotipato dell’autore di canzoni da falò sulla spiaggia o da pianobar.
Solo Francesco De Gregori, all’epoca, ne aveva compreso il vero valore. Ascoltando infatti il primo dei cinque (Don Giovanni) ne rimase talmente colpito fino ad affermare che dal quel momento in poi la musica italiana non sarebbe stata più la stessa. Ma la sua voce sarebbe rimasta a lungo inascoltata, una voce nel deserto.
Ritornando al fenomeno delle cover, tra le tante abbiamo scelto (tutte disponibili sul web ) quelle che a nostro avviso sono le più riuscite o quanto meno le più originali. Soprattutto, perché non si limitano ad imitare Lucio Battisti (non ce ne voglia il buon Carroccia). Impresa inutile ma soprattutto velleitaria, trattandosi di un musicista inimitabile. Buon ascolto.
Le cover di Lucio Battisti
Supermarket (Vasco Rossi)
Si, viaggiare (Nek)
Una donna per amico( Eros Ramazzotti)
Insieme a te sto bene (Marco Mengoni)
Prendi tra le mani la testa (Loredana Bertè)
Il tempo di morire (Litfiba)
I giardini di Marzo (Ligabue)
Nessun dolore(Giorgia)
Perché no (Fabio Concato)
Io vivrò (senza te) (Giusy Ferreri)
Io vorrei non vorrei ma se vuoi (Arisa)
Fiori rosa fiori di pesco(Rose Villain)
E penso a te (Ultimo)
Il mio canto libero (Riccardo Cocciante)
La collina dei ciliegi (Niccolò Fabi)
Anche per te (Renato Zero)
Mi ritorni in mente (Mia Martini)
Emozioni (Mina)
Dio mio no (Mango)
29 Settembre (Ornella Vanoni)
Con il nastro rosa (Anna Oxa)
Pensieri e parole (Mia Martini)
La canzone del sole (Michele Zarrillo)
Una giornata uggiosa (Fiorella Mannoia)
Non è Francesca (Eugenio Finardi)
Innocenti evasioni (Luca Barbarossa)
Ancora tu (Paola Turci)
L’aquila (Tazenda)
Anna (Adriano Pappalardo)
Amarsi un po’ (Noemi)
Don Giovanni (Colapesce)
Le cose che pensano (Ron)
Cosa succederà alla ragazza (Alice)







