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martedì, 19 Ottobre 2021

Lavoratori Aeroportuali Stagionali: la soluzione è il lavoro

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RICEVIAMO E PUBLICHIAMO

Lavoratori Aeroportuali Stagionali: la soluzione è il lavoro

In un momento come questo, in piena fase due, in cui si parla quotidianamente di bonus, noi Lavoratori Aeroportuali Stagionali, parliamo piuttosto di lavoro. A chi ci risponde che il bonus arriverà presto, rispondiamo che accettiamo il bonus, ma vogliamo lavoro. La nostra mobilitazione procede parallela su due piani e due tempi: il presente e l’emergenza da un lato, il futuro e la tutela occupazionale dall’altro.

Ad oggi, grazie all’impegno che, come categoria, abbiamo profuso, possiamo dire di aver ottenuto dei primi concreti risultati: l’inclusione del settore Trasporto Aereo tra “tutti i settori diversi dal turismo e dagli stabilimenti termali” contemplati dal Decreto Rilancio. Nonostante ciò, saranno in tanti gli aventi diritto a restare esclusi: ancora una volta, cavilli burocratici, sigle, codici ateco faranno la differenza determinando l’inclusione o meno dei lavoratori stagionali tra i beneficiari dei bonus. È evidente quanto questa logica sia limitante e quanto ancora una volta la complessa burocrazia italiana si riveli un grosso limite, impedendo di valutare i lavoratori per chi sono e per le necessità  e le prospettive che attualmente effettivamente hanno. Oggi, vinta la battaglia della categoria, combattiamo quella di chi resta ancora una volta  indietro: chi resta escluso perché in inverno ha prestato servizio per qualche giornata una tantum, chi resta fuori perché sulla registrazione del proprio contratto non si ritrova la famosa S di stagionale, nonostante sia pur sempre un lavoratore stagionale, chi ha avuto la sfortuna di aver avuto un ultimo contratto non stagionale seppur di durata brevissima.

Oggi ci appare sempre più chiaro che non possiamo fidarci di chi concepisce i piani economici d’emergenza. Il bonus, anche una volta ottenuto, lascerà il tempo che trova. Un bonus una tantum non ci restituirà l’idea di futuro che fino a qualche mese fa ci eravamo costruiti, seppur su una posizione lavorativa di precarietà. L’unica vera soluzione è tornare a lavoro. Riteniamo che sia urgente la definizione di un piano economico e occupazionale strategico, che in territori a forte vocazione turistica come il nostro, delinei nuove e strategiche possibilità di turismo, agevoli aziende nelle assunzioni, aiuti lavoratori ormai formati a non disperdere competenze acquisite, a non buttare all’aria anni di formazione, acquisizione di conoscenze e professionalità.

È questo ciò che chiediamo alle istituzioni che abbiamo coinvolto negli ultimi mesi. Noi non siamo addetti ai lavori, per questa ragione ci affidiamo a chi ne sa più di noi. Chiediamo soluzioni che tutelino il futuro nostro e di gran parte dei lavoratori del nostro territorio, che fa del turismo pilastro portante della propria economia.

 

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