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giovedì, 23 Settembre 2021

L’atteso ritorno del Campania Teatro Festival

Riparte il festival napoletano, con la presenza del regista Massimo Munaro e uno spettacolo di Antimo Casertano, il tutto rispettando le norme anti COVID che permettono solo un numero limitato di posti

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Ha debuttato ieri, 8 luglio, la rassegna di Campania Teatro Festival, con la direzione di Ruggero Cappuccio per il quinto anno consecutivo, e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano.

Il Campania teatro Festival è un evento che si svolge tutti gli anni, precisamente nei mesi di giugno e luglio a Napoli.
Anche quest’anno, grazie alle norme COVID che hanno avuto un allentamento, il festival ripartirà seguendo tutte le nome di sicurezza.
In programma per quest’anno Il Teatro del Lemming, che debutta con Metamorfosi di forme mutate; presente anche Antimo Casertano, che racconta la vita dell’artista napoletano, Vincenzo Gemito in “Gemito – L’arte d’o pazzo”.

“ Le regole per la riapertura dei teatri sono piuttosto gravose. Esse stabiliscono che in scena gli attori, seppure senza mascherina, devono mantenere una distanza fra loro di un metro e dallo spettatore di due metri. E gli spettatori, fra loro, almeno di un metro. Condizioni che rendono già difficile praticare un teatro che non sia un monologo recitato con pubblico frontale, figurarsi un teatro come il nostro basato sulla relazione ravvicinata e sensoriale con lo spettatore.

Poiché però siamo rifuggiti, fin dall’inizio dell’emergenza, dalle piattaforme on-line credendo che la natura del teatro sia in “presenza”, non ci era possibile sottrarci alla sfida. Tanto più che siamo convinti che proprio in quest’epoca di “distanziamento sociale” il teatro e la relazione autentica e viva fra attore e spettatore costituisce un pharmakon oggi più che mai necessario.

Abbiamo così accolto le limitazioni indotte dall’emergenza sanitaria senza per questo rinunciare alla specifica poetica sensoriale della Compagnia denominata “Teatro dello spettatore”Ne è venuto fuori un lavoro che pure riprendendone alcune scene, si configura come un’opera indipendente dal progetto da cui pure è scaturito”- ha dichiarato il regista del festival, Massimo Munaro. 


Il Teatro del Lemming

La compagnia veneta Teatro del Lemming si esibisce con “Metamorfosi di forme mutate”, uno spettacolo per gruppi di cinque persone alla volta (ore 19.30; 20.15; 21; 22), con la regia di Massimo Munaro, in prima assoluta nel Cisternone del Museo e Real Bosco di Capodimonte (Porta Miano).

Le Metamorfosi cantate da Ovidio trovano riscontro nella realtà di ciascuno di noi, che siamo sempre in continuo mutamento.

Antimo Casertano

Sempre nella splendida cornice di Capodimonte, per la sezione Osservatorio, nel Giardino Paesaggistico di Porta Miano , alle 22.30 debutta “Gemito – L’arte d’’o pazzo”, scritto e diretto da Antimo Casertano.

“Una vita tormentata e ossessionata dalla continua ricerca della perfezione e dal maniacale tentativo di lavorare non per la conquista del successo ma per la conquista della verità: è quella di Vincenzo Gemito, uno degli artisti napoletani più dimenticati di sempre. L’ossessione per il vero lo ha spinto persino verso la reclusione in manicomio, avvenuta tra il 1886 e il 1888, prima di recludersi in casa per oltre venti anni, in modo volontario, una volta uscito. «Bisognerebbe sfatare il mito del genio-folle”.

“Molto spesso chi attraversa un momento insano non riesce a creare nulla di geniale. Parte da questa analisi la volontà di realizzare uno spettacolo e di poterlo portare in scena, non solo per la volontà di ridare luce alla complessa figura di Gemito, ma soprattutto per esplorare questo delicatissimo e profondo momento che riguarda noi “esseri umani” da vicino”. – ha dichiarato proprio Casertano.

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