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domenica, 5 Febbraio 2023

L’arte che unisce: la Galleria Borbonica

La Galleria Borbonica diventa virtuale e commuove tutti

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Maddalena Porzio
Studentessa di anni 22. Laureata in Sociologia con indirizzo Antropologico e della Comunicazione, attualmente iscritta alla facoltà di Comunicazione pubblica, sociale e politica, dell'Università Federico II.

A Napoli, sotto una collina chiamata Monte di Dio, o comunemente conosciuta come Pizzofalcone, presso il Palazzo Reale si fa spazio un tunnel.

La Galleria Borbonica è il suo nome ed è un affascinante percorso sotterraneo disseminato di oggetti perduti, carcasse di automobili e motocicli, resti di vecchie statue.

Fu il re Ferdinando II di Borbone, nel 1853, ad avviarne la realizzazione e sebbene l’opera nascesse come opera pubblica in verità la sua funzione era destinata a ben altra cosa. Il sovrano, infatti, desiderava creare un sottopassaggio segreto in caso di attacchi nemici.

Insomma, una via di fuga verso il mare per garantire sicurezza e protezione alla famiglia reale in caso di sommosse. Allo stesso tempo, il tunnel avrebbe dovuto assicurare all’esercito reale la possibilità di un rapido spostamento dalle caserme situate in zona Chiaia verso il Palazzo Reale, ossia nell’attuale piazza del Plebiscito.

L’incarico fu affidato fin da subito all’architetto Errico Alvino. I lavori non furono semplici; diverse infatti furono le interruzioni e per questo durarono ben tre anni, più del previsto.

Il Tunnel Borbonico venne inaugurato il 25 maggio del 1855, ma l’opera non fu mai del tutto completata.

Il percorso fu abbandonato fino a quando, durante la Seconda Guerra mondiale, alcuni ambienti sotterranei furono adoperati e allestiti come rifugio antiaereo. Ben elettrificato e fornito di brandine e stoviglie, il tunnel ospitò tutti quei napoletani che sfuggirono dalla guerra; nei ricoveri poteva accadere che le persone rimanessero anche per diversi giorni a causa dei numerosi bombardamenti.

Nel dopoguerra fu utilizzato come deposito giudiziario comunale dove fu conservato vario materiale, come moto e auto sequestrate, mentre alcuni edifici lo impiegarono come una discarica abusiva gettandovi rifiuti di ogni tipo tramite pozzi e buche.

Successivamente, negli anni 80, il tunnel fu utilizzato come parcheggio e soltanto molto tempo dopo, nel 2005, l’opera attirò l’attenzione e la curiosità dei geologi che, con dedizione e fatica, rimisero in piedi l’intera struttura trasformandola in un’attrazione di gran successo.

Si ricorda a tal proposito i numerosi volontari, che in maniera del tutto gratuita, lavorarono fianco a fianco con gli esperti alla messa a nuovo degli scavi e al restauro del materiale al suo interno conservato.

Dopo vari lavori di messa in sicurezza, il Tunnel Borbonico aprì ufficialmente le porte al pubblico il 10 Ottobre 2010; attualmente è uno dei percorsi più gettonati di tutta Napoli da turisti e non.

La Galleria Borbonica offre 5 tipologie di percorsi:

  1. Percorso Standard: prevede la visita all’interno della Galleria, tra i settori del ricovero bellico e degli acquedotti;

  2. Percorso Avventura: prevede la visita tra i settori del ricovero bellico e gli acquedotti e la suggestiva navigazione su una zattera all’interno della galleria destinata originariamente alla metropolitana invasa dall’acqua;

  3. Percorso Speleo: per i più temerari, grazie all’elmetto, alla torcia, alla tuta ed imbrago dati in dotazione, sarà possibile esplorare come dei veri speleologi;

  4. Via delle Memorie: recentemente inaugurato, questo percorso, come suggerisce il nome, punta a ricordare il passato, tra nostalgia e stupore, attraverso gli scavi.

  5. Infine, l’ultima frontiera della Galleria Borbonica: il percorso virtuale.

Grazie all’incredibile sviluppo del digitale, fuso alla genialità umana, da oggi è possibile visitare in maniera del tutto virtuale il tunnel borbonico attraverso il percorso 3D, ideato da Inn Sight Innovation, con l’intento di promuovere in tutto il mondo il patrimonio storico italiano.

L’obiettivo principale è quello di rendere accessibili per gli invalidi di tutto il mondo percorsi inaccessibili.

Un progetto davvero nobile e commovente che avvicina tutti, indistintamente, all’arte

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