L’arte del cortometraggio: “Mea Culpa” di F. D’Alessio

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L’idea di raccontare una storia o un argomento è alla base di un qualsiasi cortometraggio. Si definisce cortometraggio, la durata di un film in cui non raggiunge i 30 minuti complessivi. Secondo la normativa italiana, un corto può durare anche fino a 75 minuti. Tali filmati hanno quindi una durata molto più breve rispetto a quelli che vediamo al cinema. I cortometraggi hanno uno stile cinematografico diverso da quello del film. Con le produzioni commerciali, il cortometraggio è stato rivalutato a partire dagli anni ottanta, anche con numerosi concorsi. Di conseguenza con l’avvento della tecnologia, hanno iniziato a espandersi grande quantità di opere di qualsiasi genere.

Fabio D’Alessio poeta, sceneggiatore e regista, nato a Roma, ci racconta la sue esperienza nel campo del cinema. Innamorato della cultura e della storia, apprende il mondo sul sapere umano in due campi: letterario e scientifico. Il mondo letterario, lo porta ad approcciarsi anche alla scrittura: inventare storie, scrivere poesie mescolando insieme ingredienti che portano alla realizzazione di una “sfrenata fantasia”. Il mondo scientifico è dato dal suo intelletto e da tutto ciò che l’uomo potrà creare anche in futuro, con le proprie conoscenze in diversi campi del sapere universale. D’Alessio scrive soprattutto per il mondo cinematografico e sceneggiature.

L’approccio con il cinema nasce per trasmettere messaggi importanti. «Viene definita, “arte”»- spiega l’autore «quella di raccontare il fatto accaduto affinché la realtà di oggi, un po’ buia, possa interessare alle persone».

“Mea Culpa” è il titolo del cortometraggio ideato dall’autore. Esso nasce per raccontare le conseguenze psicologiche derivanti da un atto traumatico. All’interno del video in prossimità dei primi minuti possiamo osservare la tranquillità di Ilaria mentre sorseggia un tè. Tutto viene sconvolto dall’arrivo del messaggio del suo compagno che la implora di perdonarlo. Questo scatena in lei ricordi di un passato che condizionerà il proseguire della sua vita futura. Sono reminiscenze che non spariscono ma che la tormentano, provocando in lei una terribile sofferenza.

 

 

 

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