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L’aridocoltura, in cosa consiste

L’aridocoltura è  l’insieme delle tecniche agronomiche volte a consentire la coltivazione della terra in ambienti aridi.

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L’aridocoltura è  l’insieme delle tecniche agronomiche volte a consentire la coltivazione della terra in ambienti aridi o con poche precipitazioni minime. Inoltre l’aridocoltura comprende tutte le tecniche di coltivazione che portano ad un risparmio idrico. Nota anche come dry farming,  questa  pratica agricola sfrutta  l’umidità del terreno e la scarsità di piogge per le coltivazioni.  Una sorta di ottimizzazione delle risorse idriche, che, con il nostro clima tipicamente mediterraneo, risulta essere quasi indispensabile.   Ed è proprio la scarsità d’acqua che ha portato i coltivatori a volgere lo sguardo verso questo vecchio/nuovo modo di sfruttare il terreno.  Il cambiamento climatico e le temperature sempre più elevate  hanno fatto il resto dando  una ulteriore  spinta nella direzione dell’uso dell’aridocoltura, una agricoltura realmente sostenibile economicamente ed ecologicamente  accettabile.

L’aridocoltura, le coltivazioni, le tecniche e i vantaggi

L’aridocoltura può essere applicata a tutti i prodotti coltivati che hanno radici profonde e  tessuti capaci di accumulare liquidi.  Primo tra tutti l’olivo, la pianta simbolo dell’aridocoltura in quanto in grado di resistere a lunghi periodi di siccità. Ma anche la vite, il mandorlo, il fico, il cappero, il grano duro, l’orzo, l’avena, il girasole, la colza, i ceci, le lenticchie, il pomodoro siccagno, i meloni, le zucche, gli ortaggi a foglia e radice a ciclo rapido, le patate e le patate dolci. Si parte dalla lavorazione del suolo, preferibilmente argilloso,  poi controllare la crescita degli infestanti che assorbono acqua, poi  proteggere le colture dal vento tramite frangivento  per evitare di inaridire ulteriormente il terreno  e infine pacciamare. La pacciamatura consiste nel coprire il suolo con materiali naturali, come la paglia, l’erba, o le foglie secche. In mancanza anche  teli di plastica biodegradabili.  Tutto al fine di evitare quanto più possibile l’evaporazione dell’acqua. Gli ortaggi e i frutti coltivati con un apporto minimo di acqua risultano avere sapori più intensi e sviluppano maggiori concentrazioni di zuccheri e sostanze nutritive. Ovviamente essendo poveri di acqua questi prodotti hanno un tempo di conservazione  più  lungo.

Gli agricoltori da tempo cercano metodi alternativi di coltivazione. Si va dalla permacultura alla cultura rigenerativa, dall’idroponica all’agroecologia,  modelli di agricoltura sostenibile che si stanno testando ormai da anni nel nostro Paese.