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giovedì, 6 Ottobre 2022

L’alimentazione del cane e del gatto

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Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

La tendenza ad umanizzare le esigenze dei nostri animali da compagnia, in particolare cani e gatti, ha spesso l’inevitabile conseguenza di ripercuotersi sulla gestione della loro dieta. Purtroppo l’ingerenza di molti laici in un argomento di esclusiva pertinenza veterinaria contribuisce spesso a generare confusione in questo ed in altri settori medici.

L’apparato digerente del cane, ed in particolare del gatto, è organizzato per una dieta strettamente carnivora, con occasionali integrazioni di vegetali assunti autonomamente e prevalentemente a scopo medicamentoso. Ciò significa che alcune fonti di carboidrati quali i cereali sono assunte in quantità estremamente limitate e spesso coincidono, in natura, con il contenuto dell’apparato digerente della preda, ossia poco più del 2-4% del peso totale del roditore, uccello, o rettile cacciati. Ci si sentirà a questo punto autorizzati a ritenere che la migliore soluzione sia quella di offrire esclusivamente carne al proprio cane o gatto, tuttavia si commetterebbe un errore. Non si considera, infatti, che così facendo non si somministreranno che prevalentemente muscoli e grasso che non soddisfano tutti i fabbisogni dell’animale in quanto carenti di numerosi elementi spesso anche inattivati dalla cottura. In natura, invece, la preda viene consumata assumendone anche le ossa e gli organi interni. In tal modo i fabbisogni nutrizionali risultano soddisfatti. Non c’è da stupirsi, pertanto, che alcuni allevatori optino per una dieta costituita da prede offerte tal quali, decongelate, con l’integrazione successiva degli elementi termolabili. Per quanto la pratica possa apparire anomala nel settore, basti considerare che è all’ordine del giorno nell’alimentazione di alcuni rettili sempre più frequentemente allevati nei nostri appartamenti quali, tra gli altri, i serpenti. I proprietari di questi ultimi non dimenticano di avere a che fare con degli animali; i possessori di cani e gatti spesso, purtroppo, sì.

In definitiva, tralasciando la “provocazione” di cui sopra, qual è la migliore alternativa alla preda ? La formulazione di una dieta casalinga che possa definirsi realmente completa è complessa ed impegnativa e le iniziali buone intenzioni del proprietario tendono a svanire in breve tempo a causa dei numerosi impegni quotidiani di ciascuno. Il cibo secco (i comuni croccantini) somministrato a dosi controllate, con occasionali integrazioni di cibo umido di ottima qualità è attualmente il miglior compromesso. È bene chiarire che non tutto il cibo secco è di buona qualità; in linea di massima si deve optare per cibi prevalentemente proteici e le cui fonti, “carne fresca disidratata” e non “carni e derivati”, siano le prime indicate in etichetta. È preferibile, inoltre, che la bassa percentuale di carboidrati sia costituita da cereali a basso indice glicemico in quanto meno predisponenti a pancreatiti, diabete ed obesità. Esistono in commercio anche diete “grain free”, prive del tutto di cereali, consigliabili nel gatto in quanto più strettamente carnivoro rispetto al cane che, nei millenni, ha sviluppato tendenze onnivore.

Il cane adulto dovrebbe alimentarsi preferibilmente al mattino ed alla sera suddividendo in almeno due pasti la dose totale giornaliera raccomandata. In questo modo si limitano i frequenti episodi di vomito di succhi gastrici tipici degli animali costretti ad un digiuno superiore alle 12 ore. Le quantità vanno razionate; in natura, infatti, i canidi che vivono in branco sono piuttosto voraci e spesso assumono in poco tempo grandi quantità di cibo per la forte pressione derivante dai meccanismi gerarchici stabilitisi nel gruppo. Inoltre la caccia, prevalentemente di branco, non ha successo tutti i giorni. Questo atteggiamento famelico in alcuni soggetti è conservato anche in ambiente domestico.

Il gatto è un cacciatore solitario. Durante la giornata effettua più catture di piccoli roditori, uccelli o rettili. È quindi abituato a compiere frequenti piccoli pasti. I felini domestici saranno dunque tendenzialmente meno voraci dei cani e consumeranno la dose totale giornaliera messa loro a disposizione a più riprese. Per assecondare la loro natura di cacciatori e favorire del sano esercizio fisico ed intellettivo può essere interessante nascondere del cibo in palline che rotolando liberino le crocchette.

L’acqua, ovviamente, deve essere sempre a disposizione e sostituita almeno ogni 12 ore. Spesso i gatti hanno una particolare predilezione per i rubinetti gocciolanti e trascurano le ciotole. Alimentandosi prevalentemente di cibo secco l’assunzione di sufficienti quantità d’acqua è fondamentale; per stimolarli a bere è possibile provvedere a disporre, in luogo delle classiche ciotole, degli abbeveratoi a fontana facilmente reperibili in commercio.

Quanto discusso in merito all’alimentazione si riferisce ad animali sani; vi sono specifiche condizioni patologiche in cui le esigenze nutrizionali subiscono delle variazioni e pertanto la dieta andrà pianificata con il medico veterinario.

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