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lunedì, 15 Agosto 2022

Ladyfest e la sessualità libera

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Ladyfest è il festival queer, femminista e di cultura indipendente che ha fatto il giro del mondo, ‘pornificando’ diverse città americane ed europee fino ad arrivare a Milano, dal 6 all’8 giugno. Un programma ricchissimo di iniziative dedicate al corpo, alle relazioni e alla sessualità, che mira a rendere i 3 giorni di festival liberi dal sessismo, dal machismo, dalla trans fobia, senza discriminazioni di genere e di identità. Ladyfest propone una sessualità non convenzionale con happening, workshop, incontri e performance. Le organizzatrici dell’evento hanno spiegato che “il festival pornifica Milano perché mette in gioco i corpi e il loro sfiorarsi nelle strade e nelle piazze. Si riappropria della città e legittima il piacere. Vuole risvegliare la città su temi che sono spesso relegati in secondo piano, oppure affrontati solo seguendo logiche di mercato: il sesso, il corpo, il piacere. Vuole coinvolgere persone e collettivi che guardano con diffidenza o sufficienza a questi temi, oltre ad essere un momento di incontro e scambio”.

Tra gli eventi più attesi ci sono un dibattito sulla scelta di non maternità con Daniela Danna e Eleonora Cirant; un laboratorio sulla femminilità con le Nina’s Drag Queens e i loro tacchi a spillo e ciglia finte; diversi workshop per costruire i propri sexy toys, per capire il proprio genere, per conoscere e sperimentare il sadomaso o le tecniche di bondage; ma anche degli incontri formativi su come reagire alle molestie in luoghi pubblici e l’inchiesta sulle reti affettive non familiari. In forte aumento è il numero di ginecologi, ostetrici e studenti di medicina che partecipano all’evento: necessitano di dover colmare un gap accademico e culturale in modo tale da poter consigliare e fare prevenzione, conoscendo al meglio le pratiche e gli strumenti sessuali di chi visitano.

Al centro del Ladyfest c’è dunque il desiderio di indagare la sessualità e le relazioni ‘queer’, cioè bizarre, eccentriche, insolite, così come la volontà di mettere a tacere i pregiudizi, decostruendo i tabù e la separazione tra pubblico e privato, rendendo la sessualità una scelta libera. Non bisogna fare distinzione tra porno normale e bizzarro, tra desiderio ordinario e strano, tra fantasia abituale e segreto inconfessabile, tra sessualità legittima e perversione. A tal proposito, il consigliere di Sel, Luca Gibillini, ha dichiarato: “Ci sono luoghi e spazi dove si riesce a parlare anche di argomenti tabù, che fanno parte della libertà individuale. Dovremmo essere più pronti nel 2014 ad affrontare temi di libertà senza farci prendere da moralismi fuori dal tempo”.

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