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giovedì, 6 Ottobre 2022

Laboratorio teatrale “Il San Carlino”

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Davide Franciosahttps://www.21secolo.news
27 anni, poliedrico, sensibile, napoletanissimo. E' Compositore video-grafico e operatore di comunicazione sociale. Malato di "teatrite acuta", appassionato di cinema, musica, lettura e scrittura creativa, ha l'Africa nel cuore. Sogna di diventare editore e un teatro tutto suo.

Chiesa San Biagio Maggiore
Chiesa San Biagio Maggiore

E’ nel cuore, nelle viscere della città antica, quella storica, popolare, caotica, vissuta, dove trasuda arte e contraddizione, della “Napul’è mille culure” che nasce un colore e una speranza nuova. Da oggi sono aperte le iscrizioni al laboratorio teatrale “Il San Carlino”, che propone, a cifre contenute, corsi di recitazione in dialetto, italiano e inglese, corsi di postura, dizione, storia del teatro, studio dei personaggi, ed ancora corso di  tammorre, nacchere e danza popolare. Splendido e suggestivo palcoscenico del laboratorio è la chiesa di San Biagio Maggiore in via San Biagio dei Librai 35, nell’epicentro di Spaccanapoli, un luogo affascinante tra sacralità, arte e ambienti che grazie alla concessione della Curia si riaprono per essere rianimati grazie alle realtà associative locali. Docenti dei corsi nomi di spicco della scena artistica partenopea: Lucia Oreto, Lello Pirone e Cosimo Alberti.

Ed è proprio all’inaugurazione che li abbiamo incontrati, ricevendo l’accoglienza più calorosa e coinvolgente che solo i veri artisti sanno trasmettere. Ai microfoni del XXI SECOLO tra aneddoti, consigli ed esperienze personali, ci raccontano nel dettaglio l’intero progetto laboratoriale.

Lucia Oreto, attori si nasce o si diventa?

«Si nasce, e in seguito si diventa».

Lucia Orete
Lucia Oreto

Com’è nato questo progetto?

«Perché non esiste il San Carlino qui a Napoli, in virtù del mio percorso artistico con i due maestri Antonio Sigillo, l’ultimo Pulcinella, e Pasquale Esposito, l’ultimo don Anselmo Tartaglia. In loro memoria ho creato il San Carlino, perché noi abbiamo debuttato con il “Trio San Carlino”. Il San Carlino è storia».

Ci dia tutte le informazioni per partecipare al laboratorio.

«I corsi si svolgono tutti i mercoledì dalle 16.00 alle 17.30 riguardando corsi di recitazione sia in inglese che in italiano, dizione, postura e studio dei personaggi. Sarò coadiuvata dall’attore Lello Pirone, mentre la parte della danza e delle tammorre dal maestro Cosimo Alberti dalle 17.30 fino alle 19.00. La quota d’iscrizione è 20€, la quota mensile 40€. Sarà interessante specialmente la recitazione in inglese e in italiano, grazie all’esperienza maturata il Inghilterra nella compagnia gestita da Sir Laurence Olivier, e quindi ho pensato di mettere in atto quello che mi hanno insegnato».

Qual è lo scopo finale del corso?

«E’ quello di mettere in attimo la tradizione della commedia dell’arte, di tentare di dare ai giovani degli spunti, degli aiuti specialmente ai talenti. Questo è un corso dove si inizia un percorso per chi vuole recitare».

Secondo lei, qual è lo stato di salute attuale del teatro in Italia e nello specifico a Napoli e tra i giovani?

«No comment».

Lello Pirone
Lello Pirone

Lello Pirone, attori si nasce o si diventa?

«Probabilmente si nasce, ma lo si deve diventare. In questa fase si deve studiare, ci vogliono grandi sacrifici per poter essere un attore decente. Si ha una grande responsabilità, perché stare sulle tavole significa lanciare dei messaggi. Chiunque si mette di fronte a un pubblico è responsabile di ciò che andrà a dire di lì a poco. Per tanto bisogna essere preparati anche in questo: sacrifici lo dico perché questo è un lavoro bellissimo, chi lo riesce a fare – apro parentesi e la chiudo velocissimamente – perché oggi purtroppo la situazione è diventata pressoché drammatica, produzioni non ce ne sono, si fa sempre meno teatro e i giovani trovano poco spazio per crescere teatralmente, perché appunto manca lavoro. Io spero, mi auguro, che la gente rinsavisca e ricominci ad affollare le sale teatrali, però faccio un appello anche alle produzioni: non è possibile oggi, con questa crisi, avere dei prezzi esorbitanti da imporre al pubblico.

Chiesa San Biagio Maggiore in via San Biagio dei Librai 35
Chiesa San Biagio Maggiore in via San Biagio dei Librai 35

Bisogna un attimino ridimensionarsi, bisogna che i colleghi, quelli che prendono grosse cifre come attori si ridimensionino, si arrivi a lavorare per il pubblico con prezzi più economici cosicché la gente possa sforzarsi. Una pizza in meno e uno spettacolo in più credo faccia bene alla salute e all’animo andando poi a teatro, qualsiasi forma di teatro si voglia gradire. L’importante è che si riaffollino i teatri. Io utilizzo spesso una frase del mio attuale produttore Leonardo Ippolito, che dice: “Un teatro va goduto solo in due momenti: quando è completamente vuoto e quando è completamente pieno. Le mezze misure in teatro non esistono”. Il teatro è ancora l’unico posto dove le emozioni di scatenano, si hanno delle deflagrazioni fortissime. Televisione, cinema, vanno benissimo per l’amore di Dio, però il teatro credo che sia il luogo dettato alla recitazione, alla sublimazione di un’arte. Detto questo si diventa o si nasce attori? Si nasce già col DNA, con un’identificazione. Se si potesse analizzare si vedrebbe che c’è sia già qualcosa se una persona possa diventare attore. Però bisogna studiare tanto: dico ai giovani di studiare, credeteci, perché “chiù nera ra mezzanotte nun pò venì”. So che davanti a me, l’intervista me la sta facendo un giovane attore che si definisce amatoriale, e alla persona che mi sta facendo l’intervista è un giovane a cui piace il teatro, lo fa, lo fa per diletto perché fa anche il giornalista. Il teatro fa sempre bene, qualsiasi sia la forma e come lo si fa, e vi dico: non vi arrendete, perché siete voi la nostra speranza. Io c’ho qualche anno in più, per cui sono ancora molto positivo rispetto all’argomento. Però non ci abbandonate voi giovani, state li ringalluzziti, forti, che forse probabilmente ce la faremo a riportare il teatro ai valori e successi assoluti, fatti di secoli e secoli come prima forma di diletto dell’essere umano.

Locandina laboratori
Locandina laboratori

Voglio dire e non lo dimentichiamo, vogliamoci bene, stiamo stretti tra noi che facciamo questo lavoro. Facciamolo nell’interesse delle persone che vengono e verranno a vederci. Io mi gioco una scommessa, ed il motivo per cui sono qui in questo posto bellissimo, carico e pregno di storia al centro di Napoli, io dico nelle viscere di Napoli in San Biagio dei Librai nel cuore della città dove probabilmente fare teatro basta uscire qui fuori e vedere come lo si fa tutti i giorni. La gente fa teatro, i napoletani poi ce’hanno quasi tutti nel DNA. Qui cercheremo di portare avanti questo discorso del laboratorio pratico teatrale, dando l’opportunità ai giovani che vogliono di avvicinarsi a questa forma di cultura del teatro andando direttamente al pratico. Si faranno degli studi per quanto riguarda gli autori presi il primo anno, i personaggi che vengono animati da questi autori saranno studiati ed interpretati dagli attori che frequentano il laboratorio con un saggio di fine anno, che faremo sempre qui in questo luogo magico. Io lo faccio con tanta voglia, sono rimasto un po’ bambino sotto questo aspetto. Se quello che ho imparato posso trasferirlo ad altri potrebbe rendermi molto, ma molto felice. E direi anche molto fortunato. Per tanto dico: in bocca al lupo all’Associazione San Carlino, in bocca al lupo alla signora Lucia Oreto, in bocca al lupo al signor Cosimo Alberti, in bocca al lupo a questo posto, ma soprattutto in bocca al lupo ai giovani che verranno al nostro laboratorio pratico di teatro».

Cosimo Alberti
Cosimo Alberti

Cosimo Alberti, cosa rappresenta la tammorra per Napoli?

«E’ un simbolo, la identifica, anche se negli ultimi anni si era un po’ perso questi simbolo si sta recuperando. Ma più che la tammorra in se per se, di cui io qui dispongo in una copia moderna col tamburo a cornice, è la tammurriata che rende famosa questo terra. La tammurriata che noi porteremo nella chiesa di San Biagio Maggiore nella famosa Spaccanapoli, la strada che fa ad angolo con San Gregorio Armeno la strada dei pastori, portiamo la tammurriata. Questa sinergia di tre elementi essenziali che sono: danza, canto e suono della tammorra. Noi qui, insieme a Lucia Oreto e Lello Pirone, appoggiandoci all’Associazione “Giambattista Vico” e il Nuovo Teatro San Carlino” di Lucia Oreto, porteremo le danze popolari. Loro faranno lezioni di teatro, in italiano ed inglese, io invece porterò un po’ di cultura e tradizioni popolari legate alla Campania ma anche alla Puglia. Chi ha voglia di imparare o conoscere i passi della tammurriata, o i vari stili delle tammurriate, anche i passi della pizzica-pizzica antica e moderna, come viene chiamata adesso la neo-pizzica, può venire e seguirci e chiedere tutte le informazioni. Tratterò, oltre le danze di cui vi ho detto, alcune tarantelle famose sempre legate alla Campania: tarantelle del carnevale, tarantella napoletana. Li faremo uno studio particolare: scopriremo che la tarantelle napoletana non è tanto antica quanto la tammurriata, che affonda invece le sue radici nelle culture precristiane, ma è molto più recente. Se sarete dei nostri, scoprirete anche a che cosa io mi riferisco. Quello che c’ho qui è un tamburo a cornice, ed è moderno, contemporaneo. E’ il fratellino nuovo, appena nato, della tammorra. Se verrete, oltre a ballare la tammurriata con le castagnette e a saperne un po’ di più sulla nostra cultura, vedremo da vicino un po’ di tamburi a cornici e tammorre. Vi aspetto».

 

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