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La Traviata: la prima al teatro la Fenice non fu il fiasco descritto

6 marzo 1853,la prima a Venezia de la Traviata, l'opera di Verdi destinata a creare uno storico malinteso

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la traviata

6 marzo 1853, La Traviata di Giuseppe Verdi debutta al teatro La Fenice di Venezia.

L’opera composta da Verdi per il teatro della città della laguna su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal celebre e contemporaneo “la Signora delle Camelie” di Alexandre Dumas, alla sua prima rappresentazione viene ricordata come un fiasco.

Il malinteso storico è stato creato dallo stesso Verdi che, al termine della prima serata, scrisse a Ricordi definendo la serata un “fiasco”.

L’opera in se non fu mai messa in discussione dal pubblico, tanto che, come racconta il critico Tommaso Locatelli sulla «Gazzetta Privilegiata di Venezia» all’indomani della prima, “fu più volte applaudita a scena aperta”. Il terzo giorno di rappresentazione, per di più, il maestro Verdi presente a Venezia fu acclamato più volte al proscenio.

Aggiungiamoci poi che fece incassi notevolmente superiori rispetto alla media del periodo nelle nove serate in cui andò in scena e mai si pensò di sospenderla.

Da cosa nasce, dunque, il fraintendimento e perché Verdi commentò la prima alla Fenice de La Traviata così duramente?

Il Maestro si riferiva in realtà alla messa in scena, che non l’aveva per niente convinto. Verdi, infatti, non apprezzava particolarmente l’interprete della protagonista, Fanny Salvini Donatelli, che per Verdi era in età troppo avanzata, quindi poco credibile nel ruolo nel quale egli avrebbe visto “una donna di prima forza”, ma per ragioni contrattuali non si poté fare altrimenti e a Verdi toccò arrendersi. Inoltre manifestò, sempre nella stessa missiva a Ricordi, dubbi anche sul resto degli interpreti. Riportando le sue stesse parole “La colpa è mia o dei cantanti? Il tempo giudicherà”.

Anche sull’ ambientazione Verdi aveva idee diverse da quelle del teatro per La Traviata aveva, infatti, pensato ad un contesto più contemporaneo, quindi ottocentesco, mentre l’opera andò in scena con abiti settecenteschi, nonostante il parere contrario dello stesso.

Particolari questi che in alcun modo interferirono con l’apprezzamento del pubblico, che come già detto applaudì con entusiasmo, regalando a quest’opera già dalla prima rappresentazione il successo che oggi a distanza di oltre cento cinquanta anni riscuote ancora in tutti i teatri del mondo.