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lunedì, 4 Luglio 2022

La stasi gastrointestinale del coniglio

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Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

La stasi gastrointestinale è una delle emergenze più gravi e frequenti nella pratica della medicina del coniglio. Occorre intervenire con tempestività in quanto il peggioramento delle condizioni dell’animale è estremamente rapido e la morte può sopraggiungere in poche ore.

Il coniglio è un erbivoro stretto, pertanto l’alimentazione deve essere basata su abbondanti quantità di fibra, costituita prevalentemente da fieno di buona qualità, erbe di campo e verdure. E’ la fibra, infatti, con il suo volume, a favorire la motilità dell’apparato gastrointestinale. In assenza di un’adeguata quantità di fieno il pellet, spesso di scarsa qualità, somministrato in quantità eccessive e ricco in carboidrati, tende a stazionare a lungo nel tratto digerente andando incontro a fermentazioni operate dalla flora microbica con conseguente abbondante produzione di gas che distende le anse intestinali determinando l’insorgenza di una dolorosa colica. In presenza di forte dolore il coniglio smette di alimentarsi e ciò comporta un ulteriore peggioramento del quadro clinico con disidratazione, meteorismo e lipidosi del fegato causata dalla massiva mobilitazione dei grassi di deposito del corpo che si riversano nel sangue per sopperire al digiuno andando a sovraccaricare l’organo deputato al loro metabolismo.

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Controlli almeno semestrali e corretta alimentazione consentono di prevenire e gestire tali condizioni patologiche. Le punte conseguenti allo scarso consumo delle corone dei molariformi determinano lesioni dolorose ai tessuti molli della bocca che interferiscono con l’assunzione del cibo, particolarmente del fieno. Foto: Claudio Melluso

Tra le principali cause di ileo si individuano i problemi dentali; in particolare, l’allungamento delle corone dei molariformi determina dolorose lesioni linguali e guanciali che interferiscono con la masticazione dei cibi più fibrosi che, assunti in quantità inferiore o evitati del tutto dall’animale per non avvertire dolore, sono sostituiti da alimenti più facilmente masticabili, quali i pellet e le verdure più tenere che hanno scarsa o assente attività favorente la motilità dell’apparato digerente.

La variazione repentina della dieta può comportare alterazioni della flora microbica intestinale che riveste un ruolo fondamentale nella digestione del coniglio. Per scongiurare problemi di questo tipo è sempre consigliabile l’introduzione graduale di un nuovo alimento.

Episodi traumatici fisici (ad esempio fratture o altre lesioni che comportino dolore) sono spesso responsabili di ridotta o assente alimentazione spontanea da parte dell’animale.

Stress ambientali (caldo eccessivo) od etologici (ad esempio l’introduzione di un nuovo animale in casa) determinano un aumento della produzione di adrenalina che provoca rilassamento della muscolatura gastrointestinale.

Qualunque sia la causa di anoressia, un coniglio che non si alimenti per più di 12 ore costituisce un’emergenza da gestire rapidamente; è pertanto fondamentale rivolgersi al veterinario competente nella medicina del coniglio in quanto l’approccio ad un problema di questo tipo è estremamente diverso da quello che si osserva nella gestione di un cane o gatto inappetenti, meteorici o costipati.

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La stasi gastrointestinale (ileo, spesso accompagnato da meteorismo) si instaura rapidamente in un coniglio o in un roditore che, per diverse cause (problemi dentali, dolore, assunzione di cibi inadeguati), non si alimenta. 24 ore di digiuno, spesso accompagnate da una riduzione in numero e volume dei pellets fecali, costituiscono un’ emergenza da gestire nel più breve tempo possibile. Foto: Claudio Melluso

L’animale viene visitato e sottoposto ad esame radiografico per una valutazione delle condizioni del tratto digerente che potrà presentarsi repleto di cibo e/o di aria con diversi gradi di gravità prognostica.

La terapia consiste nella reidratazione, effettuabile per via sottocutanea o, nei casi più gravi, endovenosa e nella somministrazione di preparati specifici per l’alimentazione forzata del coniglio definiti “Critical Care”. L’obiettivo dell’utilizzo di questi prodotti è la reidratazione del materiale presente nel tratto digerente e la spinta meccanica dello stesso nelle porzioni più distali dell’intestino al fine di facilitarne l’eliminazione. Inoltre si forniscono al coniglio elementi nutritivi fondamentali al suo sostentamento e alla prevenzione dei fenomeni di degenerazione grassa del fegato.

E’ spesso necessario aggiungere alla terapia farmaci procinetici, regolarizzatori della peristalsi, gastroproettori ed antimeteorici. Più raramente si ricorre a specifici antibiotici e chelanti delle tossine.

La prevenzione si effettua, come intuibile, limitando gli stress ed osservando scrupolosamente la dieta idonea per il coniglio.

Si ricorda, infine, che in alcuni casi la stasi è legata alla presenza di corpi estranei assunti più o meno accidentalmente (ad esempio fibre di tappeti) o a boli di pelo che il coniglio ingerisce durante le attività di pulizia del mantello. Lo spazzolamento frequente dell’animale riduce i rischi di questa eventualità. In caso di ostruzione da corpo estraneo o da boli di pelo particolarmente voluminosi la terapia è esclusivamente chirurgica e la progonosi piuttosto riservata.

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