La sindrome dell’ovaio policistico ancora un tabù? Si evidenzia che la PCOS causa una aumentata resistenza all'insulina in una grande percentuale di casi. Altra problematica legata all'ovaio policistico è la possibile infertilità.

La sindrome dell’ovaio policistico, chiamata con l’acronimo PCO  è un‘alterazione endocrina.

Dunque, di questa sindrome in campo medico si conoscono poche informazioni. Infatti, attualmente non esiste una cura per tale sindrome.

Le donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico convivono con i sintomi oppure fanno uso di pillola anticoncezionale che ne attenua i sintomi ma non risolve la causa.

Oggi, nel mondo della medicina è in atto ancora la discussione sull’origine della Pcos.  A tal proposito, si precisa che tale sigla indica la dicitura inglese  Poly-Cystic Ovary Syndrome. 

In aggiunta,  i primi ginecologi a trattare la Pcos furono due ginecologi americani: Irving Stein e Michael Leventhal.  Tale sindrome è conosciuta appunto anche come “sindrome di Stein-Leventhal”.

Nel 1935, questi ginecologi stabilirono i primi sintomi per diagnosticare tale sindrome: mancanza di ovulazione e presenza di cisti ovariche.

Tuttavia, solo nel 2003, la comunità medica si è accordata sulle caratteristiche della sindrome.

Pertanto, i sintomi più diffusi presenti nelle donne che hanno tale sindrome sono:

  • aumento della peluria
  • assenza di mestruazioni
  • acne
  • obesità.

La più importante causa dell’ovaio policistico è l’iperandrogenismo.

Inoltre, si evidenzia che la PCOS causa una aumentata resistenza all’insulina in una grande percentuale di casi. Altra problematica legata all’ovaio policistico è la possibile infertilità.

A tal proposito, si chiarisce che tale infertilità si può curare e non indica che queste donne siano sterili.

La sindrome dell’ovaio policistico di solito colpisce le donne durante l’adolescenza in una percentuale pari al 5-10 %.

In aggiunta, le donne affette dalla Pco  sono a rischio di diabete. Dunque, si consiglia di controllare costantemente la glicemia e di seguire una particolare dieta.

In cosa consiste questa dieta?

Infatti, la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica consiglia pertanto di:

  • mangiare molta frutta e verdura
  • consumare maggiormente cereali integrali, alimenti ricchi di fibre e legumi
  • eliminare zuccheri come caramelle, cioccolate e bibite gassate
  • ridurre al minimo la consumazione di alcolici
  • prediligere grassi buoni come quelli contenuti nell’olio d’oliva.

Accanto a tale dieta, che è consigliata in generale per un qualsiasi stile di vita sano, occorre secondo gli specialisti in campo medico eliminare anche il fumo e svolgere una costante attività fisica, sia con pesi che cardio.

Print Friendly, PDF & Email

more recommended stories