La scuola che ospita Io speriamo che me la sono cavata

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io speriamo che me la sono cavata

Per una giornata di cultura e legalità, lo scrittore Ernesto Russo ha avuto modo di presentare il suo libro dal titolo “Io speriamo che me la sono cavata”, agli ospiti alla scuola media Aldo Moro di Ponticelli. Il pubblico è stato accolto da canti, balli e recitazione da parte degli studenti della scuola.

Ha introdotto il discorso di apertura la dirigente scolastica Anna Maria Fierro che racconta la vita dell’autore, tra presente e passato. Tra le tante attività quotidiane svolte fin da quando era piccolo, c’era anche la scuola. L’autore nel libro, parla di una scuola diversa affinché un insegnante possa occuparsi della crescita professionale dei bambini, in cui sottolinea l’importanza dell’insegnamento. L’importanza di tale istruzione può essere annullata quando un docente è assente – spiega lo scrittore.

«Un libro che racconta il percorso di formazione e, allo stesso tempo, una continua lotta da parte dell’autore, che inizia dall’infanzia arrivando a una ricerca personale in età adulta»
– racconta la docente di psicologia dell’Università Federico II Francesca Marone.

L’autore formatosi tra gli anni ’60 e ’70, ricorda il periodo in cui le famiglie avevano un atteggiamento diverso rispetto a quello di oggi, preoccupandosi in maniera differente, dei propri figli. Il protagonista al centro del suo racconto pone il ricordo di un’educazione che da prima veniva data dalla famiglia, la quale era sempre pronta a collaborare con la scuola o altri enti, creando così un filo unitario che porta alla crescita della persona. 

Insomma, una lettura assolutamente da non perdere poiché è un libro che suscita curiosità e che fa discutere.

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