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La salsiccia rossa di Castelpoto

La salsiccia rossa di Castelpoto è una delle eccellenze agroalimentari della tradizione della  Regione Campania (PAT). Presidio Slow Food.

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La salsiccia rossa di Castelpoto è una delle eccellenze agroalimentari della tradizione della  Regione Campania (PAT),  molto meno diffusi rispetto ai prodotti  di nicchia con marchi  DOP e IGP, ma che rappresentano più precisamente i prodotti delle piccole realtà italiane.    La leggenda narra che fu il Duca longobardo Potone , nipote del Principe Radelchi di Benevento, a dar origine al piccolo borgo probabilmente intorno all’anno 844. Il piccolo borgo medioevale è oggi un paesino della Provincia di Benevento inserito nel parco regionale del Taburno nella valle vitulanese, un’area naturale protetta della Campania istituita nel  1993. A Castelpoto ,  da Ottobre  ad Aprile,  piccole aziende   si dedicano  alla produzione  di questa particolare salsiccia rossa dal gusto deciso, che viene definita la regina dei salumi sanniti.  Prodotta con maialini dal vello pezzato, un incrocio tra le razze  originali nere e razze bianche, questo insaccato artigianale è privo di OGM, conservanti, antiossidanti o altri additivi chimici. Da questi suini vengono prelevati  i tagli di carne più prelibati, definiti nobili: il prosciutto, la spalla e capocollo e   talvolta la pancetta. A questo impasto lavorato grossolanamente viene  aggiunto il sale marino, il  finocchietto selvatico, il pepe tritato o in grani,  la polvere di peperone e “l’acqua agliata”, preparata facendo macerare in acqua spicchi di aglio fino a 12 ore.  La particolare colorazione rosso  intenso  viene data proprio dal “papaulo o papacella”, un peperoncino rosso  autoctono coltivato da tempo immemore. I peperoni , raccolti e infilati con ago ad un  filo fino a formare delle collane, vengono appesi ad essiccare all’aria in un luogo ombroso. In seguito vengono tostati  nel forno a legna alimentato con legno d’ulivo e quercia e  macinati fino ad ottenere la polvere finissima,  che verrà amalgamata con la carne per ottenere la colorazione rossa delle salsicce. Ma, nonostante il colore rosso,  non è detto che sia piccante, infatti può essere dolce o piccante a seconda della concentrazione di polvere di peperone, dolce o piccante,  che viene utilizzata nell’Impasto.  Accompagnata ad un rosso robusto si può gustare  sia  cruda che  cotta, magari insieme a formaggi semi-stagionati.

La salsiccia rossa di Castelpoto è un Presidio Slow Food  ed ogni anno il 25 Aprile  nel piccolo borgo del beneventano si tiene una fiera-mercato a lei dedicata.