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lunedì, 4 Luglio 2022

La rivolta degli agenti penitenziari a Frosinone

Gli agenti penitenziari della casa circondariale di Frosinone hanno manifestato presso Via Cerreto il loro malcontento per l'aumento delle ore di lavoro, la riduzione di quelle di riposo settimanale e delle ferie.

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Gli agenti di polizia  che fanno riferimento alla casa circondariale di Frosinone, nonché numerosi altri agenti di istituti penitenziari ciociari, hanno manifestato a seguito della rivolta capeggiata dal Sindacato Autonoma di Polizia Penitenziaria (SAPPE).

Le rimostranze degli agenti vertono su alcuni punti focali che impediscono il regolare svolgimento delle normali attività di custodia e gestione degli ospiti del carcere.

Di fatti è stato notificato il provvedimento per mezzo del quale le ore di lavoro per turno giornaliero aumentavano per ogni elemento del personale di ben 2 ore al giorno senza che questi percepiscano alcun contributo extra, inoltre sono state ridotte le giornate di riposo settimanale (da 2 a 1) e come se non bastasse anche le ferie hanno subìto drastiche modifiche (da 20 giorni, garantiti a norma di legge, ad appena 12 giorni di congedo consentito) .

Per questo motivo gli agenti hanno deciso di rendere noto il loro enorme disagio manifestando pacificamente presso Via Cerreto, lì dove è situato il principale carcere della provincia di Frosinone.

Ad aggiungersi alle problematiche già descritte c’è il fatto che il personale sia carente in numero e sia eccessivamente esiguo per fronteggiare il sovraffollamento della casa circondariale frusinate: ben 200 nuovi detenuti sono stati ospitati da metà Aprile ad oggi, per un ammontare di 900 persone in totale, cifra che supera di gran lunga quella consentita dalla struttura (650).

Se di questi 900 detenuti ne consideriamo 300 “pericolosi” e che necessitano misure cautelari di alta sicurezza e di assistenza psichiatrica, motivo per cui sabato 5 maggio la Direzione ha deciso di riaprire la Quinta Sezione Detentiva Alta Sicurezza (in sostituzione degli OPG e delle REMS) , allora la condizioni lavorative per gli agenti diventano davvero insostenibili.

E’ proprio per la carenza di personale, abbinato al sovraffollamento delle carceri, che numerosi sono gli episodi riscontrati riguardanti violenze perpetrate ai danni degli stessi agenti penitenziari.

Era il 3 gennaio dell’anno in corso il giorno in cui un detenuto aggredì ben 5 agenti, mentre ben più recente è l’avvenimento datato 7 aprile 2018 che ha coinvolto 2 membri della penitenziaria che sono stati sequestrati da detenuti in rivolta.

“Le risse sono all’ordine del giorno – grida frustrato ed allarmato un poliziotto del personale – spesso capita che veniamo schiaffeggiati, presi a calci e usciamo contusi da episodi di violenza tra carcerati che abbiamo l’obbligo di sedare con la forza, altrimenti perdiamo di credibilità”

“Ad oggi  – informano i dirigenti sindacali Franco D’Ascenzi e Piero Pennacchia – la Direzione non ha ancora stabilito nulla a riguardo, limitandosi a proporre una quindicina di giorni di vacanza nel periodo che va dal primo di giugno al 30 di settembre”

“Ancora una volta l’Amministrazione impone maggiore carico di lavoro e più sacrifici ad un personale già stremato” concludono D’Ascenzi e Pennacchia.

E’ evidente che una situazione talmente drammatica non possa far altro che vessare la condizione psicologica degli agenti, fatto per il quale è necessaria una soluzione più consona per consentire a costoro di lavorare in condizioni quantomeno legali ed al contempo per evitare possibili nuovi fatti di cronaca all’interno della casa circondariale.

 

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