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giovedì, 27 Gennaio 2022

La pallamano: uno sport diffuso nel cuore dell’Europa

La pallamano, una disciplina che attraversa la storia di diversi popoli europei e che si perfeziona in Germania. Un percorso alla riscoperta della storia di questo sport

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La pallamano è uno sport di squadra, che prevede la presenza in campo di 14 atleti, 7 per ogni squadra. Questa disciplina riprende le caratteristiche del calcio e della pallacanestro. Assieme al calcio a 5 è lo sport al chiuso con il campo più grande, circa 40 m x 20 m.

La pallamano: uno sport legato alle culture dei popoli europei

È noto anche come “lo sport di squadra più veloce con la palla“; questo a causa di un regolamento che preferisce il dinamismo al tatticismo e alla staticità. Esistono molte varianti di pallamano: all’aperto e da spiaggia.

La pallamano in epoca romana

Le origini della palla a mano risalgono all’antica Roma. In quel periodo esisteva un gioco molto simile chiamato l’harpastum. Quest’ultimo veniva utilizzato dai legionari come forma di addestramento alla guerra. Tale gioco fu riprodotto anche sui preziosi mosaici ritrovati a Piazza Armerina, risalenti III secolo d.C., nei quali delle fanciulle si passano la palla.

Dall’Harpastum alla disciplina attuale

Anche dalla cultura maya non è estranea a questa attività: sono state rinvenute immagini su vasi di giochi con la palla che ricordano la pallamano.

L’harpastum giocato dai legionari romani, fu, molto probabilmente, assorbito ed usato dai guerrieri germani e si trasformò da gioco di addestramento ad esercizio ludico.

Questo antico gioco con la palla, tramandato da un popolo all’altro, divenne parte dei costumi tedeschi. Proprio in Germania, alla fine dell’Ottocento, vennero istituite delle regole uniche a vari giochi che si svolgevano come allenamento nelle scuole di ginnastica.

In quel periodo vi erano diversi giochi di squadra, chiamati con diversi nomi, che possono essere ricondotti alla pallamano.

Heiser: dalla torball alla handball

Uno dei pionieri di questa disciplina era Heiser, che definì questo sport Torball, che vuol dire palla-porta. Qualche anno più tardi prese il nome di Handball, grazie a Carl Schelenz.

Nel 1925 fu inserito nella Arbeiter Turn- und Sportbund, poi Carl Diem, perfezionò ancora il gioco, e nel 1936 la pallamano venne inclusa nel programma della Giocata della XI Olimpiadi di Berlino, su richiesta di Adolf Hitler, che amava questo gioco. Essendo uno sport perfezionato in Germania, la squadra tedesca aveva ottime possibilità di vittoria.

Nel 1938 furono indetti i primi Campionati mondiali di pallamano maschile. La pallamano si giocava, in quel periodo, in 11 giocatori e il campo di gioco utilizzato era quello del calcio. Uno dei giocatori più noti fu il tedesco Bernhard Kempa, autore del “tiro Kempa“.

Dalla formazione a 11 alla pallamano a 7 giocatori

La formazione a undici giocatori fu utilizzata fino agli anni sessanta perché nel frattempo, dato il clima dei paesi nordici e per poter giocare anche nei mesi invernali, si era diffusa la pallamano al coperto, giocata in sette e su campi 40 m x 20 m. Da quel momento nasce la pallamano moderna.

Dalla fine degli anni sessanta, la pallamano, nella versione al coperto, si diffonde in tutto il mondo, fino a rientrare tra gli sport olimpici a partire dalle Olimpiadi di Monaco del 1972. Nel 1969 nasce la Federazione Italiana Giuoco Handball (FIGH). In Italia la pallamano è maggiormente praticata nel Nordest, in Lombardia, in Emilia-Romagna, in Puglia e in Sicilia.

La Pallamano Trieste è la formazione che ha totalizzato il maggior numero di scudetti (17) ed è la squadra italiana con il maggior numero di titoli ottenuti.

Un gioco che attraversa la storia di diversi popoli europei e che si diffonde sempre più.

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