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martedì, 25 Gennaio 2022

La missione di essere giornalisti…

Da non perdere

Gaetano Mavilla
Collaboratore XXI Secolo. Maturità classica; laurea in Relazioni Internazionali; ama dare concretezza al suo genio scrivendo, che sia scrittura giornalistica o prosa da romanzo. Figura professionale duttile, con parecchie frecce al suo arco.

Nasce per gioco, quasi per sfida.

Può mai, una mia composizione di parole, essere fonte di informazione per centinaia, migliaia, milioni di persone? Si, solo se:

Osservi, ma senza entrare nel fatto, facendo in modo che le tue opinioni non interferiscano col tuo compito.

Mastichi ogni cosa della vita senza scartare nulla, prendendo in considerazione anche l’aspetto più irrilevante pur di non rendere alla notizia un prospetto incompleto.

Gratifichi la tua opinione presentandola come spunto di riflessione e non come una ‘verità assoluta’ da imporre al lettore.

– Indaghi, rovisti, collezioni, chiedi. Un buon giornalista non può prescindere che dalla sua curiosità.

Ti metti sempre in gioco. Solo se sei pronto in ogni momento a mettere in dubbio anche certezze radicate, perché la realtà si nutre di contraddizione e non devi cadere nell’errore di credere solo a quello che hai visto e verificato.

– Condividi col territorio in cui vivi un rapporto particolare, quasi mistico: dovrai essere prima di tutto la sua voce, il suo cantore; critico, ma solo in funzione di muovere l’opinione pubblica contro un qualcosa di palesemente sbagliato.

– Senti in te una responsabilità, un contratto invisibile che ti impone di portare rispetto per chi ti legge e di cui tu parli.

Gutenberg
Gutenberg

Da ché la stampa moderna è stata inevntata da Johannes Gutenberg nella metà del ‘400 ad oggi, parecchie cose sono cambiate: le leggi, la destinazione di certi contenuti, un pubblico, quello di oggi, certamente più istruito e critico di secoli fa. Fare informazione oggi vuol dire essere gli occhi a-critici di un pubblico infinitesimo per numero e per opinione. Essere tempestivi e non poveri di contenuto. Graficamente attrattivi e all’avanguardia per quel che riguarda i moderni canoni di diffusione delle informazioni: essere presenti sui social network in modo pedissequo ma non molesto, interessante ma non struggente.

Per non parlare delle condizioni di precarietà di ragazzi che intraprendono questa carriera, quest’avventura, dovendo scrivere centinaia di articoli, attivandosi in modo totale alla causa ma senza percepire un ben che minimo euro da giornali che ti accompagnano per due anni verso il perseguimento di un tesserino da Giornalista-Pubblicista che peserà al collo più di quanto esso stesso non pesi realmente.

Scrivere è una missione, ma è anche la mia più grande passione.

 

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