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mercoledì, 7 Dicembre 2022

La guerra d’Etiopia, la storica impresa fascista

Ottantasette anni fa l'inizio della pesante impresa coloniale italiana nel paese africano.

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.
Il 2 ottobre 1935 iniziava la guerra d’Etiopia. L’impresa fu tra le campagne coloniali più grandi della storia. La spedizione italiana nell’impero africano assunse dimensioni straordinarie. Coinvolse infatti un grande numero di uomini, una modernità di mezzi e una rapidità di approntamento mai visti fino ad allora. Il conflitto, fortemente voluto dal regime fascista di Mussolini, si concluse con l’ingresso delle forze di Pietro Badoglio ad Addis Abeba.
Il pretesto per l’avvio della campagna militare avvenne il 5 dicembre 1934. In quel giorno infatti accadde un incidente presso Ual-Ual, lungo il confine somalo. Lì il presidio italiano respinse un attacco di truppe etiopi che tentavano di riconquistare parte dei territori che l’Italia aveva occupato negli anni precedenti approfittando della mancanza di un confine certo tra Etiopia e Somalia. Il negus etiope, Hailè Selassiè, si rivolse dunque alla Società delle Nazioni. Francia ed Inghilterra però, che non volevano alienarsi l’appoggio di Mussolini in Europa, non ostacolarono l’azione italiana. Fu solo successivamente, quando l’opinione pubblica si scagliò contro la violenta azione italiana, che la Società delle Nazioni iniziò a sanzionare il bel paese.
Le truppe italiane entrarono nel paese africano sfruttando i suoi confini. Varcarono il Mareb, un fiume che segnava il confine tra l’impero etiopico e l’Eritrea. Infatti l’Inghilterra non aveva impedito alle navi italiane che portavano truppe e materiali il passaggio attraverso il canale di Suez. Inoltre, la direttiva della Società non proibì l’esportazione verso l’Italia di ferro, di acciaio, di carbone e persino di petrolio.

La guerra d’Etiopia fu davvero terribile e costò la vita a 275.000 soldati etiopi, a 4.350 tra soldati e civili italiani e a 3.000/4.500 ascari, militi indigeni che combattevano con le forze coloniali. Il 2 maggio del 1936 il negus abbandonò le truppe e decise di andare in esilio con il tesoro della corona, con il quale continuò a finanziare la resistenza fino al 1941. Il 5 maggio le truppe italiane entrarono ad Addis Abeba. Pochi giorni dopo Benito Mussolini annunciò dal balcone di Palazzo Venezia la fine della guerra e proclamò la nascita dell’Impero, dando a Vittorio Emanuele III la carica di imperatore d’Etiopia.

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