“La giustizia è cosa nostra” torna dopo 25 anni

Un libro scomparso per 25 anni dalle librerie torna oggi con coraggio in carta.

In una nuova edizione aggiornata e corredata da illustrazioni, torna “La giustizia è cosa nostra”, un volume scritto da Attilio Bolzoni e Giuseppe D’Avanzo, due cronisti italiani di storie di mafia.

Giuseppe, scomparso nel 2011, è tra i migliori giornalisti d’inchiesta italiani di sempre. Il suo collega, Attilio Bolzoni si occupa ancora di Mafia e della Sicilia, scrivendo per La Repubblica.

È questo un libro che racconta di giudici e di boss, di avvocati, di politici, di processi di mafia e d’inchieste insabbiate, di Palazzi di Giustizia condizionati dal volere di uomini d’onore corrotti. Storie quindi, di «giustizia aggiustata» a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. È un libro che è stato trovato per molti scomodo poiché si narra di diverse storie di mafia, tutte vere.

Ampio spazio è dedicato alla figura di Corrado Carnevale, magistrato accusato di aver favorito alcuni imputati nei processi di mafia, ma poi assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione di tipo mafioso.

Tanti i processi che sono stati “aggiustati” per un risvolto burocratico della giurisprudenza. Come il processo degli assassini di Emanuele Basile, l’ufficiale dei carabiniere ammazzato da Cosa Nostra. I suoi carnefici se la cavarono per un “eccesso di indizi”: c’erano troppi indizi contro di loro per considerarli colpevoli.

In questo libro ci sono centinaia di processi di mafia cancellati dalla I sezione penale della Cassazione. Tutto questo, alla vigilia della decisione finale sul maxiprocesso di Palermo.

Non è questa solamente una ripubblicazione. Vi sono dei veri e propri approfondimenti, commenti a margine e riflessione di autorevoli voci, oltre alle prefazioni di alcuni magistrati italiani.

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