25 C
Napoli
giovedì, 6 Ottobre 2022

La corsa di Putin in Iran

Da non perdere

Cinzia Capezzuto
Collaboratore XXI Secolo.

Vladimir Putin ha firmato il 13 Aprile un decreto che elimina il veto alla vendita dei sistemi missilistici S-300 al governo di Teheran. Il decreto è stato fondamentale per sbloccare un contratto da 800 milioni di dollari stipulato nel 2007 con l’Iran e successivamente sospeso per l’inizio delle tensioni tra Teheran e la comunità internazionale sul controllo delle attività militari in campo nucleare.
La Russia non perde occasione per trovare un nuovo alleato economico e sfruttare al meglio il nuovo ordine creato dall’accordo firmato a Losanna. Russia e Iran sono in trattativa, anche, per scambiare petrolio con grano, attrezzature e materiale per costruzione.

Reazione Usa

Il segretario di stato John Kerry ha espresso la forte “preoccupazione” da parte degli Stati Uniti al ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, con cui ha parlato al telefono, sia per quanto riguarda la vendita dei sistemi missilistici anti-aerei s-300, che per l’accordo “petrolio contro beni” fra Mosca e Teheran. “Una delle cose che per noi è stata di importanza cruciale per questo processo diplomatico è stata l’unità della comunità internazionale. Gli Stati Uniti e i nostri partner in Europa sono stati in grado di lavorare a stretto contatto con la Russia e la Cina per portare l’Iran al tavolo dei negoziati. Per questo teniamo molto al coordinamento e all’unità che siamo stati in grado di mantenere lungo questo lungo processo”, ha dichiarato Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca. “Gli S-300 sono un’arma difensiva. Le ragioni dell’embargo sono ormai sfumate dopo l’accordo di Losanna sull’uso delle centrali nucleari. Dunque non c’è alcun motivo per negare all’Iran il diritto di proteggersi”. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha risposto così alle “preoccupazioni” statunitensi. La consegna dei missili è prevista tra qualche mese. Probabilmente coinciderà con l’intesa definitiva sulla questione nucleare a fine giugno, che dovrebbe ratificare la fine delle sanzioni. Dal punto di vista formale Mosca non avrebbe commesso alcuna irregolarità.

putin+21secolo

Reazione Israeliana

L’attesa indignazione israeliana è stata ufficializzata dal ministro dell’Intelligence Yuval Steinitz:
“Ecco a che cosa ha portato legittimare l’Iran. Adesso abbiamo la prova che il beneficio ricavato dalla fine delle sanzioni sarà usato per il riarmo”. Al contrario la Russia ribatte sul fatto che il sistema missilistico S-300 è solo uno strumento difensivo. Per questo motivo Oleg Valetskij, tra i più noti esperti militari russi, risponde esaltandone gli scopi “prettamente difensivi” grazie alla micidiale precisione considerate nell’intercettare e colpire aerei e missili di ogni tipo. E dichiara: “Con i nostri missili Teheran non potrà attaccare nessuno. Usa e Israele sono contrariati solo perché con gli S-300 non sarà più ipotizzabile un progetto di attacco all’Iran senza subirne pesanti conseguenze”.

putin israele

image_pdfimage_print

Ultimi articoli