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giovedì, 26 Maggio 2022

La coccidiosi

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Claudio Melluso
Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

La coccidiosi è un’infestazione parassitaria che interessa, con alcune eccezioni, il tratto intestinale. Gli agenti responsabili della parassitosi sono protozoi, comunemente definiti coccidi, appartenenti a numerose specie che infestano in maniera piuttosto selettiva disparati ospiti (cane, gatto, coniglio, roditori, uccelli).

Eliminati attraverso le feci dagli animali infestati, i coccidi dopo alcuni giorni di maturazione nell’ambiente sono pronti a colonizzare un nuovo ospite. Ciò avviene mediante l’ingestione di materiale contaminato dai parassiti. Raggiunto l’intestino, i microrganismi replicano all’interno delle cellule danneggiandole anche gravemente.

La sintomatologia caratteristica è costituita da episodi di diarrea, spesso contenente sangue. I cuccioli sono particolarmente sensibili ed in poche ore giungono a livelli di disidratazione tali da mettere a repentaglio la propria sopravvivenza.

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Coccidi rinvenuti all’esame coprologico in un rettile. Foto: Claudio Melluso

La diagnosi si effettua mediante un esame microscopico delle feci, non essendo i microrganismi visibili ad occhio nudo, preferibilmente costituito da piccoli campioni raccolti in più occasioni nel giro di 24 o 48 ore. I coccidi, infatti, sono spesso eliminati in maniera intermittente ed un singolo esame negativo non risulta particolarmente significativo.

La terapia consiste nella somministrazione di farmaci specifici, preferibilmente a base di toltrazuril. In assenza delle più recenti molecole si è ricorso per anni alla somministrazione di farmaci coccidiostatici, quali i sulfamidici, che rallentano la replicazione del parassita facilitando la sua eliminazione da parte delle difese immunitarie dell’organismo. Lo svantaggio dei sulfamidici è che richiedono una somministrazione di almeno una decina di giorni ed esami ripetuti delle feci. Con le molecole più recenti, coccidicide, sono sufficienti una o due somministrazioni per contrastare efficacemente il problema.

E’ fondamentale, oltre alla terapia mirata contro i patogeni, mantenere un’adeguata idratazione mediante fluidoterapia, somministrare pre/probiotici ed antibiotici per contrastare infezioni batteriche di irruzione secondaria.

E’ importante segnalare che la maggior parte dei farmaci per la sverminazione normalmente somministrati ai cuccioli non prevede nel proprio spettro d’azione un’attività anticoccidica. Fondamentale dunque resta l’esame coprologico da effettuare durante le prime visite dei cuccioli e periodicamente nel corso della vita dell’animale. Nei soggetti adulti, tuttavia, la coccidiosi è in genere combattuta autonomamente dalle difese immunitarie.

Vi sono specie di coccidi che non limitano la propria attività a livello intestinale. Toxoplasma gondii, agente della toxoplasmosi, Eimeria stiedae, coccidio del coniglio in grado di raggiungere il fegato e Atoxoplasma spp, infestante fegato, intestino, sangue e polmoni degli uccelli, sono solo alcuni esempi.

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