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martedì, 9 Agosto 2022

La carta e pelle, ora ce la danno le mele

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Carmela Nappo
Collaboratore XXI Secolo.

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Mele

Si sa, una mela al giorno leva il medico di torno, così recita il proverbio che ci veniva recitato dalle nonne e dalle mamma. Ma da oggi per consumare questo frutto abbiamo un motivo in più: dagli scarti della lavorazione industriale delle mele, vengono prodotti carta e pellame.
Il tutto è iniziato a Bolzano nel 2009, quando Hannes Parth, insieme a due soci, decide di fondare il laboratorio di analisi chimiche Frumat. Da subito, sono iniziate le analisi per capire se dagli scarti di questo frutto si potevano ricavare prodotti e materiali ecocompatibili.
Dopo vari esperimenti il primo prodotto realizzato, riciclando la materia prima seconda delle mele, è stato la Cartamela, e adesso, successive analisi stanno portando alla realizzazione della Pellecarta, come spiega lo stesso Parth:
“Il primo prodotto che abbiamo realizzato, è pura cellulosa arricchita con gli scarti di lavorazione delle mele che, dopo l’iniziale produzione di carta igienica, oggi trova diverse declinazioni come, ad esempio, rotoli da cucina, fazzolettini da naso, scatole per il packaging. La nostra ricerca e le nostre sperimentazioni, però, non si fermano  ora siamo impegnati nella realizzazione della Pellemela, un prodotto ottenuto sempre dagli scarti di lavorazione delle mele, ma destinato, stavolta, alla legatoria, alle calzature e ai rivestimenti di divani e sedie.”

Per ora, questi prodotti sono legati, ancora, al solo sviluppo di prototipi, ma la produzione industriali di questi prodotti sembra promettere bene.

L’Italia (ma non solo, l’iniziativa, infatti, si è estesa anche alla Francia, Germania, Svizzera, Austria) mostra un grande interesse verso le materie prime ottenute da scarti alimentari, e nel nostro paese, molte aziende si sono mostrate interessate a questo tipo di produzione.

L’Alto Adige è un punto di riferimento importante per la green economy, infatti, copre ad oggi circa il 56% del proprio fabbisogno con energia pulita.

Sicuramente, un esempio da seguire, non solo per l’importanza che ciò ha a livello ambientale, ma anche come un punto di partenza, da non sottovalutare, per la nostra economia.
Le potenzialità  di questi prodotti saranno analizzati, a Cremona dal 25 al 27 febbraio, nell’ambito di BioEnergy Italy.

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