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lunedì, 4 Luglio 2022

La capacità di amare il Pianeta degli esseri viventi

Le pacifiche convivenze, spesso lasciano il posto a sopraffazioni di ogni genere; quando l’uomo decide che una determinata razza di animale è necessaria alla sua sopravvivenza.

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L’uomo e gli animali, esseri viventi che tra costrizioni e libertà intrecciano la loro esistenza, condividono e popolano il Pianeta; talvolta si sfidano, in molte circostanze si fidano.

Le pacifiche convivenze, spesso lasciano il posto a sopraffazioni di ogni genere; quando l’uomo decide che una determinata razza di animale è necessaria alla sua sopravvivenza.

Lentamente tante specie di animali si stanno estinguendo. Fortunatamente, non tutti gli uomini sono stupidi, molti di essi “governano” le riserve naturali, nelle quali grazie a Dio, gli animali possono vivere e riprodursi senza timore di essere destinatari di ingiusta morte.

La natura è uno spettacolare equilibrio, lo sappiamo e gli accattivanti documentari lo dimostrano. Diciamolo pure, talvolta si resta sorpresi nell’osservare il comportamento degli animali, al punto tale che ci si chiede se in loro v’è traccia di intelligenza; il loro atteggiamento non può essere ricondotto al solo istinto.

Sappiamo che forme di ragionamento elementare e comunicazione sono presenti negli esseri viventi non umani. La differenza tra l’uomo e l’animale è determinata dalla presenza nell’uomo della capacità di pensare e parlare; oltretutto l’animale si comporta secondo il meccanismo stimolo-risposta, reagisce agli stimoli assecondando necessariamente il proprio istinto, l’uomo non risponde agli stimoli in modo necessario, bensì è in grado di scegliere un’azione.

Dunque, deforestazioni, le stime parlano di circa diciassette milioni di foresta tropicale cancellati ogni anno. In Amazzonia ogni otto secondi scompare un’area grande quanto un campo di calcio;

crescente inquinamento, l’immissione nell’aria di inquinanti talvolta non rilevabili, ha come conseguenza il riscaldamento globale. Si stima che alla fine del secolo la temperatura della Terra potrebbe aumentare anche di tre / quattro gradi con conseguente aumento del mare di diverse decine di centimetri, grazie allo scioglimento dei ghiacciai.

Sull’argomento, il Presidente degli Stati Uniti, Trump ha pensato bene di ritirarsi dagli accordi di Parigi; per lui è molto più importante destinare fondi agli armamenti e poter dichiarare «il mio pulsante nucleare è più grande del suo» riferendosi al coreano Kim.

L’uomo ha la libertà di poter scegliere e nonostante una parte del genere umano si batta per difendere il pianeta, si può procedere con “intelligenza” alla distruzione della Terra, ma cosa importa, se il progresso ci consente di visitare “lo spazio” in cerca di pianeti dalle condizioni climatiche adatte all’uomo.

È importante però, che si trovi un posto frequentato da coccodrilli, orsi, volpi e cincillà, altrimenti corriamo il rischio che alcune donne rifiuterebbero il trasferimento.

Quindi, cosa importa se circa 33.000 specie di piante e 5.500 specie di animali sono a rischio di estinzione, per i mammiferi si ritiene che siano a rischio un migliaio delle circa 4.600 specie esistenti. Tigri, rinoceronti neri, foche monache e cammelli sono tutti nella lista delle specie in pericolo. Negli ultimi trenta anni il numero dei rinoceronti neri è diminuito del 95%, le tigri che vivono libere, hanno perso circa 5.000 simili.

Sono diverse le cause del rischio di estinzione di alcune “specie”: distruzione del loro habitat naturale, cambiamenti climatici, inquinamento, caccia.

Nell’ultimo secolo, l’uomo è stato in grado di uccidere circa tre milioni di balene, in pratica il più grande massacro dell’umanità nei confronti di una specie animale.

Moltoadorabile il romanzo Moby Dick di Herman Melville, quel capidoglio destinatario nel 1983 di una canzone del “Banco Del Mutuo Soccorso”.

Probabilmente non ci si accorge, o fingiamo di non accorgerci, o meglio rifiutiamo l’idea che andando avanti di questo passo, è proprio il genere umano (anche se probabilmente per ultimo) destinato ad estinguersi. Riteniamo sia impossibile, ma la natura (anche se mortificata) seguirà il suo corso.

«Amate gli animali […]. Non inquietateli, non tormentateli, non togliete loro la gioia: non opponetevi all’intenzione di Dio. Uomo, gli animali sono senza peccato mentre tu, nella tua grandezza, guasti la Terra al tuo solo apparire lasciando dietro di te la tua lurida traccia» scriveva Dostoevskij parlando de  “I fratelli Karamazov”.

Concordo con il romanziere russo, e invito a riflettere nell’osservare la foto dei gorilla, scattata al Bioparco di Valencia, Spagna.

La regola principale del regno animale, è la sopravvivenza, la difesa della vita a qualunque costo; quella del genere umano è distruggere per esigenze non sempre necessarie.

L’uomo conserva i soldi nel portafoglio di pitone; ma un orso, non andrebbe mai in giro per la foresta, indossando un cappotto di pelle umana.

È questo che fa la differenza, in difesa della Terra.

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