La Campania si posiziona sul podio per il Second-Hand. La storia di Napoli, in realtà, racconta che già dal 1700 nei tanti mercati di Napoli, si vendessero abiti usati. Questione economica a quei tempi e ora? Probabilmente anche oggigiorno si può parlare di scelta economica da parte di chi acquista e vuole risparmiare, ma non solo, il discorso in realtà è molto ampio. In passato, le donne che si recavano presso i mercatini dell’usato acquistavano principalmente vestiti da lavoro, rivenduti o barattati per un pezzo di pane.
La Campania predilige l’usato
Con l’avvento della Seconda Guerra mondiale, però, grazie all’avvento statunitense in Italia, si assiste alla nascita di un mercato vero e proprio, destinato al commercio degli abiti usati, chiamati “pezze americane”, vendute soprattutto al Mercato di Resina, oggi Ercolano.
Secondo gli studi condotti nell’ambito del Second-Hand, i campani hanno dichiarato di aver acquistato ma anche venduto, almeno una volta nella vita. Nel secondo caso si parla principalmente di mercato virtuale, che risulta essere più comodo e dunque più apprezzato per vendite veloci e per la vastità della scelta.
Non solo vestiti, ma anche oggettistica e pezzi d’antiquariato
L’usato continua ad affascinare, non solo il comparto che riguarda il vestiario, ma anche l’elettronica, l’artigianato come vasi, tele e anfore antiche, oggetti preziosi che più sono vecchi e più affascinano chi li sceglie.
Le prime bancarelle erano letteralmente prese d’assalto, non tanto per i vestiti, quanto per quello che era possibile trovare al loro interno: orologi, gioielli, monete preziose, probabilmente oggetti dimenticati dai proprietari prima di disfarsene.
Un tempo i “bancarellari” poggiavano la merce direttamente a terra, sul suolo, quando si smerciavano oggetti e vestiti trafugati ai convogli americani di passaggio. Ovviamente oggi non è più così. I mercatini dell’usato presenti in Italia, sono tantissimi, in Campania, le cosiddette bancarelle vendono vestiti, talvolta anche appartenenti a famosissimi brand di moda, scarpe, tessuti, oggettistica.
Si tratta senza dubbio di una tendenza in aumento, destinata a coinvolgere sempre più ampie fasce di acquirenti che non sono eccessivamente condizionati dalla moda del momento, ma preferiscono orientarsi verso capi di vestiario rispondenti alla proprie esigenze.
Acquistare prodotti di seconda mano consente di risparmiare notevolmente rispetto ai prezzi del nuovo, rendendo accessibili articoli di qualità, ma fa bene anche dal punto di vista psicologico. Chi frequenta i mercatini dell’usato, ha dichiarato di vivere un’esperienza unica, immersi in una dimensione che riporta al passato e che permette di scegliere tra pezzi unici a prezzi stracciati.





