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mercoledì, 19 Gennaio 2022

La Biodiversità: un fragile equilibrio fatto di interazioni tra specie differenti

Dal più piccolo dei microrganismi all'esemplare di albero più grande del mondo, ognuno contribuisce alla sopravvivenza dell'altro. La mano dell'uomo, però, rischia di rovinare tutto

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La biodiversità rappresenta la vera ricchezza del nostro pianeta, così come abbiamo imparato a conoscerlo e ad amarlo.

Ma cos’è di preciso la Biodiversità?

Procediamo per gradi. Partendo dallo studio dell’etimologia della parola. “Bio” deriva dal greco βίος  e significa letteralmente « che vive », mentre diversità deriva dal latino diversĭtas e letteralmente vuol dire «diverso». Appare chiaro quindi che la parola in se ci porti a pensare alle differenze di ciò che vive  sulla terra.

Tutte le specie che vivono sulla Terra, quindi, siano esse animali o vegetali, contribuiscono ad arricchire e preservare il patrimonio delle diversità.

Animali, piante, funghi e microorganismi di ogni genere collaborano tra di loro, formando una rete fittissima di interazioni che rendono possibile la vita di ognuno in quel piccolo spazio di terra che abitano.

Il concetto di Biodiversità è strettamente legato al concetto di ecosistema, ovvero l’insieme dei fattori abiotici e biotici che vivono nello stesso ambiente generando un sistema in equilibrio dinamico.

È quindi quanto mai chiaro che ogni singola specie è nella sua unicità preziosa e andrebbe preservata con tutte le nostre forze.

Come si quantifica la Biodiversità?

Il metodo che accomuna e mette in accordo la maggior parte degli studiosi è quello di contare le specie presenti in un determinato ecosistema, maggiore sarà il numero più ricca sarà la biodiversità.

Attualmente nel mondo si stimano quasi 2 milioni di specie tra animali e vegetali, ma in realtà si ipotizza che ne possano esistere oltre 12 milioni: moltissime aspettano di essere scoperte!

Negli anni però molte specie sono andate perdute, purtroppo a causa dell’ingombrante presenza dell’uomo.

Parlando in termini numerici dal 1970 ad oggi si stima la perdita di oltre il 60% delle specie di vertebrati, soprattutto del mondo acquatico, a causa della presenza dell’uomo e dell’uso inconsapevole che fa delle risorse.

Secondo i dati riportati da note agenzie per l’ambiente la metà della terra abitabile del mondo (circa 51 milioni di km quadrati) è stata convertita in agricoltura, circa il 77% dei terreni agricoli (circa 40 milioni di km quadrati) è utilizzato per il pascolo da bovini, ovini, caprini e altri animali e più di un terzo della superficie terrestre del mondo e quasi il 75% delle risorse di acqua dolce sono ora destinate alla produzione di colture o bestiame.

Ciò vale a dire che per le nostre esigenze abbiamo privato del loro habitat naturale moltissime specie che a questo punto sono o totalmente estinte o in via di estinzione.

Senza contare il problema del riscaldamento globale, che va a modificare le caratteristiche degli ecosistemi rendendo le condizioni ambientali non più favorevoli alle specie che sino ad oggi hanno abitato il pianeta.

Solo il 39% della superficie terrestre è ancora classificato come vegetazione primaria (cioè non è mai stata gestita, bonificata o pascolata). L’estensione delle aree forestali rappresenta il 68,1% delle aree originariamente coperte da foreste.

Ancora peggiore la situazione delle zone umide, di cui si stima abbiamo perso circa l’87% dal 1700 ad oggi.

Preservare e ripristinare la Biodiversità devono quindi essere due obbiettivi programmatici indispensabili per evitare che anche la nostra presenza sulla terra sia messa in pericolo.

L’agenda 2030 varata dall’Onu per apportare miglioramenti significativi per la vita del Pianeta Terra e di tutti i suoi abitanti, ha individuato alcuni punti programmatici che tutti i paesi devono impegnarsi a raggiungere per difendere la biodiversità:

  • arrestare la deforestazione e aumentare il rimboschimento
  • arrestare la distruzione della biodiversità e proteggere le specie a rischio di estinzione
  • mettere fine al bracconaggio, cioè alla caccia illegale, e al commercio del legname protetto, cioè quello che è vietato abbattere
  • fare in modo che i governi mettano la protezione della biodiversità nei loro progetti nazionali e locali
  • aiutare i Paesi più poveri a conservare le proprie foreste.

La biodiversità in Italia

L’Italia rappresenta uno dei più importanti serbatoi di biodiversità vegetale e animale del continente europeo, questo a causa o meglio dire grazie alla sua posizione geografica al centro del Mediterraneo.

Ospita, in assoluto, il più alto numero di specie ,in Europa, ovvero circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti sul vecchio continente.

Purtroppo gran parte del nostro territorio è sfruttato in maniera intensiva e alcuni habitat risultano degradati e stanno perdendo la loro capacità di fornire i tradizionali servizi ecosistemici.

Tra le pressioni principali alla biodiversità del nostro Paese, troviamo l’agricoltura, le specie aliene (ovvero animali o piante trasportati volontariamente o involontariamente dall’uomo in aree geografiche diverse da quelle in cui si sono originate, creando squilibri ecologici agli ecosistemi locali) e lo sviluppo delle infrastrutture ad uso industriale, commerciale, residenziale e ricreativo.

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