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lunedì, 6 Febbraio 2023

La bellezza della Lingua napoletana

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“Il dialetto napoletano è una vera e propria lingua, diventata patrimonio culturale di una Nazione”.

È acclarato che oramai il napoletano sia diventato una lingua vera e propria, un idioma conosciuto da partenopei e non. Le origini di una lingua sono riscontrabili nell’identità storica, culturale, politica, economica, che contraddistingue una popolazione.

La “lingua napoletana” identifica un popolo, oltre che un’area geografica di riferimento. Ovviamente, nel Meridione è diffuso l’uso del dialetto napoletano, divenuto oramai una vera e propria lingua, parlata anche dai più piccoli, già utilizzata nel settecento come strumento di comunicazione in ambito istituzionale. Basti pensare che alla corte dello Zar Nicola il napoletano era la lingua ”diplomatica”, come il francese.

Il dialetto, in questo caso il dialetto napoletano, è una sorta di eredità lasciata al popolo, ed in quanto tale va tutelata in tutti i suoi aspetti e caratteri. È opportuno salvaguardare questo patrimonio linguistico, per preservare non solo l’identità metalinguistica e culturale, ma soprattutto per dare colore e forma alla regione in questione, affinchè si possa essere aperti e tolleranti verso ogni forma di interazione, culturale, sociale, storica.

La lingua è di tutti, appartiene al popolo e lo distingue in quanto appartenente ad una determinata ragione, ed essa rappresenta la storia di un luogo; infatti, del napoletano vi sono numerose testimonianze storiche e letterarie che rimandano al Placito Capuano, considerato erroneamente il primo documento il lingua italiana, ma che in realtà delinea la lingua utilizzata in Campania, ossia il dialetto del tempo.

A distanza di tempo, nonostante siano varie le testimonianze e le dichiarazioni di studiosi i quali affermano che il dialetto napoletano non possa essere definito una lingua vera e propria, esso continua ad essere utilizzato ed apprezzato in tutto il mondo, come lingua particolarmente incisiva dal punto di vista fonetico e fonologico, con i suoi mille suoni, tutti diversi e simpatici, con le sue forme ironiche, con svariate affermazioni, interrogativi, esclamazioni. È bene precisare che l’UNESCO ha riconosciuto il napoletano come lingua vera e propria, seconda all’italiano come lingua più conosciuta dopo l’Italiano.

Alcune delle caratteristiche più simpatiche della lingua napoletana, consolidatesi nel tempo, sono, una sorta di avversione nei confronti delle vocali finali che contraddistinguono alcune parole, (come nel caso della parola sigaretta, che diventa “sigarett”) e la possibilità di una lettera di porsi come una parola vera e propria.

Una cosa certa è che la lingua napoletana ha sorpreso nel corso del tempo, per la sua capacità intrinseca di sapersi distinguere e prevalere in un determinato contesto sociale e culturale, e continua a sorprendere, con le sue numerosissime sfaccettature, con parole simpatiche, forti, quasi musicali, poetiche e dal carattere intellettuale nella loro semplicità.

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