L’8 giugno 1949 usciva “1984”

Il capolavoro di Orwell, romanzo tristemente profetico

L’8 giugno di 69 anni fa usciva uno dei capolavori della letteratura del novecento, “1984” dello scrittore britannico George Orwell. In breve tempo il romanzo divenne un libro di culto per la sconvolgente capacità dell’autore di saper “leggere” ed “interpretare” i segnali del tempo di allora e di profetizzare le conseguenze delle cause che la società dell’epoca stava ponendo in essere. Il libro infatti, letto oggi, risulta incredibilmente profetico, molte delle situazioni, dei contesti e delle interazioni sociali ipotizzate da Orwell si sono incredibilmente verificate nel corso degli anni. Romanzo di fantapolitica, ambientato in un futuro prossimo distopico in cui la terra è suddivisa in tre grandi potenze Eurasia, Oceania ed Estasia eternamente in lotta tra loro, affronta varie tematiche che saranno poi quelle che la società moderna si troverà ad affrontare nei decenni a cavallo tra xx e xxi secolo. La storia segue le vicende che si svolgono in Oceania, la cui capitale è Londra, dove il potere è nelle mani di un partito unico, definito semplicemente “il partito”, il cui leader è un personaggio misterioso che nessuno ha mai visto, chiamato “il grande fratello”. Il diritto alla privacy si è praticamente estinto in quanto nelle abitazioni sono installati degli schermi con cui le autorità possono controllare e monitorare le attività dei cittadini 24 ore su 24, inoltre è stata abolita anche la libertà di pensiero ed opinione in quanto il partito è dotato di un apposito ministero che si occupa di diffondere una propaganda martellante e di identificare convertire alle ideologie del partito tutti i dissidenti politici presenti nel territorio. Tutto ciò, ovviamente, in nome della sicurezza e della stabilità, sul cui altare vengono sacrificati i più elementari diritti civili e politici, ma anche sociali ed economici.

Una storia agghiacciante perché quasi vera, un libro inquietante, che infervora e fa riflettere, e proprio per questo dovrebbe essere letto da tutti. Perché quella riflessione potrebbe essere un primo passo verso il cambiamento.

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