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venerdì, 1 Luglio 2022

Kenya, attentato durante i Mondiali

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Sarebbero almeno 48 le persone rimaste uccise ieri sera in un attacco terroristico condotto da una cinquantina di militanti di Al Shabab nella città costiera di Mpeketoni, nel Kenya occidentale, nelle vicinanze dell’isola turistica di Lamu. Secondo la Croce Rossa, il bilancio sarebbe destinato ad aggravarsi poiché continuano le ricerche di altri corpi dispersi. I ribelli, armati di fucili ed esplosivi, avrebbero fatto irruzione verso le 20.30, ora locale, in due alberghi, in una banca e nella stazione di polizia, appiccando il fuoco anche in molti altri edifici circostanti. Gli scontri, cominciati al fischio d’inizio della partita di Coppa del Mondo, hanno colpito gli abitanti del posto intenti a guardare il match. La zona non era frequentata da turisti. L’attacco è durato almeno 2 ore, durante le quali sarebbero stati sequestrati anche alcuni ostaggi, dei quali però non si hanno ancora notizie certe. Subito dopo la popolazione del posto si è data alla fuga.

Il capo della polizia locale, Hamaton Mwaliko, ha ricostruito gli eventi della notte scorsa: i miliziani hanno rubato armi e furgoni dalla stazione di polizia della città di Witu e, subito dopo l’attacco, sono scappati verso la foresta. I testimoni hanno affermanto che gli aggressori urlavano “Allah è grande”, elemento che confermerebbe il coinvolgimento del gruppo di Al Shabab, organizzazione terroristica islamica vicina ad al-Qaeda, la quale vorrebbe combattere il turismo locale per l’affermazione del proprio potere in Kenya. Lo stesso gruppo fu la causa dall’attacco al centro commerciale Westgate di Nairobi nel settembre 2013, che provocò la morte di 67 persone. Con l’attentato a Mpeketoni arriva ad almeno 76 il numero delle persone uccise in Kenya dal gruppo di militanti islamici dall’inizio del 2014.

Al Shabab, che in arabo significa ‘la gioventù’, nacque come un gruppo di ribelli che miravano al crollo del regime di Siad Barre. Successivamente, con l’entrata in scena degli islamisti, divenne braccio armato dell’Unione delle Corti Islamiche per contrastare l’avanzata delle forze governative somale e delle truppe etiopi che, con l’aiuto degli Stati Uniti, tentarono di sottrarre loro la capitale. A partire dal febbraio 2008, Al Shabab è stato annoverato tra le organizzazioni terroristiche dal Dipartimento di Stato americano e negli anni successivi ha reso infatti ufficiale la propria affiliazione con al-Qaeda. Il loro obiettivo è imporre la sharia in Somalia e nel resto del Corno d’Africa, combattendo contro il governo di Mogadiscio, contro Kenya ed Etiopia.

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