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venerdì, 9 Dicembre 2022

Keith Emerson, la morte di un genio musicale

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Nato a Tomorden, nello Yorkshire nel 1944, Keith Emerson si era formato musicalmente ascoltando i grandi pianisti di jazz e studiando musica classica.

Ed è proprio fondendo il virtuoso repertorio musicale, classico e rock che è entrato nella storia. Alla grande notorietà è arrivato sul finire degli anni ’60 con i “Nice“, un trio con il quale è riuscito a raggiungere il successo mondiale.

Gli album “Ars Longa Vita Brevis” ed “Elegy” e una versione di “America” da “West Side Story” di Leonard Bernstein sono le imprese “impresse” più note di questa band che rimane nei libri per aver fondato le basi del Progressive. Gli anni del trionfo coincidono con la formazione di un trio all star insieme a Greg Lake, bassista e cantante proveniente dai King Crimson e Carl Palmer, batterista che invece suonava negli Atomic Rooster.

Gli Emerson, Lake & Palmer (El&P) negli anni ’70 fecero scalpore fin dal primo album, che conteneva “Lucky Man“, ricordato per un assolo di Moog, uno dei più popolari e diffusi sintetizzatori della storia. “Tarkus“, “Pictures at an Exibition“, versione rock dell’opera di Mussorsgky, “Trilogy”, “Brain Salad Surgery” sonosolo alcuni deititoli più importanti di questo super trio ancora amatissimo.

Mari Kawaguchi, la compagna del tastierista e co-fondatore del trio di “Lucky Man”, ha spiegato al britannico Telegraph quelle che potrebbero essere le ragioni dell’estremo gesto di Keith Emerson, la cui scomparsa – avvenuta lo scorso venerdì, 11 marzo – sarebbe da imputare a un singolo colpo di arma da fuoco alla testa probabilmente da una rivoltella , quasi sicuramente autoinflitto: come già spiegato, l’artista soffriva di una patologia nervosa degenerativa che lo stava progressivamente privando del controllo della mano destra. Una vera e propria condanna, ha osservato la Kawaguchi, per un virtuoso dello strumento:

«Non voleva deludere i suoi fan: era un perfezionista e il pensiero di non poter più suonare alla perfezione lo rendeva depresso, nervoso e ansioso. La condizione che stava affliggendo Emerson, purtroppo, non era una novità: la mano e il braccio destro gli stavano dando problemi da anni. Si era operato qualche anno fa ma il dolore e le complicazioni ai nervi della mano destra stavano peggiorando. Aveva in programma dei concerti in Giappone e nonostante la produzione gli avesse assicurato la presenza di un tastierista di supporto, lui era comunque preoccupato. Aveva letto delle critiche online, e lui aveva un animo sensibile. Qualcuno aveva commentato qualcosa come: “Vorrei decidesse di smettere di suonare…” »

 

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