Nelle ultime ore il nome di una giovane matematica sta spopolando nel web e sui mezzi di comunicazione mondiale. Sì legge ovunque il nome di Katie Bouman, diventato nel giro di qualche giorno famoso in tutto il mondo.
Ma esattamente chi è questo nuovo prodigio della matematica?
Questa giovane donna, matematica, di soli 29 anni, è assistente di informatica e scienze matematiche presso l’istituto CalTech, ma non è stato ciò ad averla resa nota in tutto il mondo.
Costei è anche la donna la quale ha pubblicato e diffuso tramite la sua pagina Facebook una foto la quale risulta essere il segno evidente di uno sconvolgente cambiamento nelle discipline scientifiche.
La foto, all’interno della quale è presente anche la donna che si vede essere evidentemente sorpresa ed emozionata, mostra come, sul suo computer, si stia formando un’immagine destinata a diventare la più famosa del secolo, ossia la foto di un buco nero.
“Guardo incredula la prima immagine di un buco nero che ho ricostruito. Nessuno di noi avrebbe potuto farlo da solo. Ci siamo riusciti grazie a tante persone differenti con percorsi diversi.” ha affermato la giovane ragazza.
Presso la pagina Twitter del MIT, la matematica è stata affiancata ad un’altra importante donna appartenente al panorama del mondo della Scienza, ovvero Margaret Hamilton, che circa mezzo secolo fa scrisse completamente il software con il quale fu possibile portare l’uomo sulla Luna.
Questa è stata una valida dimostrazione di quanto queste due grandi donne abbiano segnato due momenti storici dal punto di vista scientifico, soprattutto per quanto riguarda lo studio esplorativo dello spazio.
I calcoli eseguiti da Katie hanno permesso di processare i miliardi di byte di dati raccolti dai radiotelescopi terrestri diffusi in tutto il mondo, e puntati verso il buco nero dovevano, i quali dovevamo essere correlati tra loro.
È stata proprio l’invenzione di una serie di algoritmi necessari per elaborare i dati raccolti dall’Event Horizon Telescope, a permettere di ottenere la prima immagine dell’ombra di un buco nero, senza di essi l’immagine del secolo non sarebbe esistita.

