Kaos One, il “Maestro” del rap italiano

Per il decennale di kARMA, album summa di Kaos One, uno degli artisti più enigmatici e introspettivi del rap italiano, che abbraccia le origini del genere, cavalcando fino gli anni delle ultime generazioni, il XXI Secolo è andato ad incontrare uno dei "Maestri" assoluti del rap nostrano.

Kaos One è tra i precursori dell’hip hop italiano, un mero “Maestro” per tutti gli amanti del genere e per le generazioni che sono seguite ai suoi passi iniziali, insieme ad artisti anch’essi pionieri del rap italiano come Dj Gruff, Colle del Fermento e Sangue Misto, con cui ha collaborato.

Del 1996 è il primo lavoro discografico, Fastidio, prodotto da Neffa, conosciuto ai tempo dei Sangue Misto, con cui sembra quasi aver creato un mero sodalizio artistico per tutti gli anni 90′, insieme ai vari progetti di questi come I Messaggeri della Dopa e dell’album 107 elementi, realizzato insieme a Deda .

Del 1999 esce uno dei pezzi capolavoro del genere rap old school italiano, Cose Preziose, collaborando con un altro padrino di casa nostra, come Fritz da Cat, all’album Novecinquanta, ancora oggi ritenuto tra i migliori singoli dell’hip hop italiano.

Agli inizi del 2000, la figura di Kaos si evolve, coinvolgendosi in nuovi progetti artistici, come il Neo Ex, collaborando con altri nomi del rap old school come Gopher e Turi, abbracciando anche sonorità come il raggamuffin, partecipando al progetto “Gli Originali” con il compositore Franco Micalizzi .

Del 2008 è l’album summa del rapper kARMA, il quale oltre a costituire tra i pochi artisti del genere ad averne abbracciato tutti i rami, si apre a collaborazioni non solo con nomi della scena old dell’ hip hop come Turi , ma anche con nuovi come Dj Shablo e Club Dogo.

Ad oggi, dopo gli ultimi lavori a metà del decennio, come Post Scripta, del 2011 col quale si è aggiudicato anche il primo premio dell’ Hip Hop Award 2011, raggiungendo su I Tunes e nei negozi in cui è stato distribuito l’album un ottimo successo di vendita.

Dopo l’ultimo lavoro discografico del 2015, Coup de Grâce, annunciato dal collega, nonché rapper Danno dei Colle der Fermento, il Maestro è tornato per celebrare un decennale di uno dei dischi che ha plasmato il rap made in Italy e quale migliore occasione per parlare con lui.

<<In Primis, volevo chiederle, ad oltre un decennio dall’uscita di kARMA, da dove nasce l’idea di celebrare con un tour e remixare le tracce dell’album kARMA ?>>

<<L’idea di celebrare i 10 anni di karma nasce dall’esigenza di volere colmare un vuoto discografico con la prima stampa inedita in vinile, di un disco che è stato molto sentito dalla comunità underground italiana. Quando uscì, un decennio fa, fu accolto in maniera molto positiva nonostante sonorità parecchio distanti da quelle usate fino a quel momento. Tuttavia in quel periodo, complice anche un generale disinteresse dei media, l’hip hop subiva una drastica recessione, e un conseguente calo di interesse da parte del pubblico. Ciononostante il disco ebbe ottime recensioni e, per il periodo, una sorprendente diffusione, ma rimase relegato a fenomeno underground. Nei 10 anni successivi sono state fatte diverse ristampe del CD, confermando che l’interesse del pubblico per questo lavoro, non solo, non è mai diminuito, ma è decisamente aumentato. Da qui l’idea di proporlo per la prima volta in vinile, e di conseguenza rivisitarlo e riportarlo sul palco per quegli ascoltatori che 10 anni fà lo persero o erano troppo piccoli per poter andare ai live. >>

<<Che messaggio può ancora dare il suo album, considerati uno dei dischi omnia del rap italiano, soprattutto dalla generazione del XXI secolo? >>

Non ho mai fatto Musica con l’obbiettivo di lanciare messaggi,  ma solo di lasciare buona musica. Fatta con Amore. Perciò se un messaggio deve esserci, che sia: E’ solo Amore se Amore sai dare.(cit)
<<Dato che è molto difficile aver info in merito ai suoi progetti artistici, sta lavorando a qualcosa ultimamente?
No ultimamente non sto portando avanti nessun progetto.
<<Insieme a nomi come La Famiglia, Speaker Cenzou e pochi altri, lei è considerato il “Maestro” del rap italiano, vorremmo quindi chiederle secondo lei, in che direzione sta andando questo genere? >>

Sono decisamente la persona meno indicata per rispondere a questa domanda. Non ascolto moltissima musica recente in questo periodo e quello che ascolto, raramente è hip hop.  Anche se sono consapevole di perdermi anche cose interessanti, non sono assolutamente aggiornato su quello che succede a livello discografico là fuori.

 

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO