Juncker ospite da Fazio: crescita, Tav, immigrazione

Nel suo intervento, il Presidente della Commissione europea ha analizzato i nodi principali della politica e dell'economia italiane e rimprovera il nostro Paese

“Il livello del debito italiano è pericolosamente alto, è da correggere. Ma penso che l’Italia sappia quali sono i suoi problemi”: si è espresso così sulla situazione dell’Italia il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ospite ieri sera su Rai1 alla trasmissione di Fabio Fazio Che Tempo che fa.

Penso che la crescita sia in ritardo, che arriverà allo 0,2% cioè sarà in stagnazione, e bisognerà che il Paese trovi gli strumenti per rilanciare la propria crescita”. Previsioni quindi non molto positive, quelle di Juncker, che ha colto l’occasione per ricordare le prospettive avanzate mesi fa dall’Italia, diverse da quelle Ue: “I livelli annunciati dall’Italia si sono rivelati imprecisi e noi l’avevamo previsto”.

Tuttavia ha spezzato una lancia nei confronti del nostro Paese: “Dire che l’Italia costituisce un rischio mi sembra un’esagerazione”, come sostenuto invece dal Fondo monetario internazionale. “Senza l’Italia – ha aggiunto – la Germania e la Francia non esisterebbero”.

“Ho sempre pensato che senza il motore franco-tedesco l’Europa non possa costituirsi. Se la Germania e la Francia si ritenessero capaci di costruire l’Europa da sole ebbene non funzionerebbe. Ci vogliono anche le mani piccole e le mani degli italiani sono assai grandi”, ammette Juncker.

Oltre all’analisi sul debito, altri temi scottanti sono stati affrontati dal presidente nel corso del suo intervento, come il problema della Tav, la Nuova Via della Seta, l’immigrazione.

Circa la questione della Tav, Juncker ha affermato di essere a favore di tale operazione, che ritiene infatti “un progetto importante per motivi economici, sociali e anche ambientali”, rivelando che “L’Unione europea cofinanzia con circa 888 milioni di euro il progetto Torino-Lione”.

Si dice favorevole anche alla Nuova Via della Seta, poiché si tratta di un progetto ampio, “che permette all’Asia e all’Europa di cadere nelle braccia l’una dell’altra”.

Sui migranti, Juncker approfitta per rivendicare: “Noi della Commissione abbiamo aiutato molto l’Italia. A noi non piace tanto che l’Italia dica: ‘quelli parlano e non fanno nulla’. Non è vero! Abbiamo appoggiato l’Italia per almeno un miliardo, di euro, non di lire. La Commissione ha proposto un sistema di riassegnazione dei rifugiati, ma non tutti i Paesi rispettano la norma giuridica sulla cui base gli Stati membri hanno raggiunto un accordo. La nostra solidarietà con l’Italia è totale”.

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